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Palermo, Il Teatro denuncia di Francesca Vaccaro, «…Io non so niente»

Io non so niente, foto di Teatro Militante

Il teatro diventa luogo di libertà dove i teatranti possono e devono, perché ne hanno bisogno, sentirsi mezzo per urlare la “verità”. E’ avvenuto all’interno delle mura del Malausséne Circolo Arci. Una rappresentazione messa in scena dall’attrice Francesca Vaccaro, ai limiti tra il trascendentale e il reale. “…Io non so niente” nasce come opera, ma si tramuta in manifesto performativo. Il testo scritto dalla stessa attrice contiene sfumature contrastanti, dove ragione e follia entrano in conflitto tra loro. La scenografia contiene pochi elementi, ma fondamentali.

Francesca Vaccaro, inchiodata nella sua plasticità vuole sciogliere le catene che la legano all’umanità ormai bugiarda e infetta. Legata a un ramo rappresenta una donna che si ritrova intrappolata in un varco tra la natura pura e la società evoluta. Per tutta la performance l’attrice respira con affanno, piange, poi ride, piange ancora, soffre perché “quello che sa di sapere non corrisponde a quello che tutti gli altri sanno”. Il suo corpo si dimena, gli occhi vivi, i passi a volte lenti a volte veloci.

«Toc Toc, c’è qualcuno? Signor Dio, ma se ci hai fatto a tua immagine e somiglianza com’è che siamo così diabolici?» dice l’attrice, illuminata da luci soffuse.

Francesca Vaccaro denuncia una società di plastica dove tutti sono uguali, vestiti e ben vestiti; e lei vuole staccarsi da tutto questo. «Io non so niente» urla più volte l’attrice.

La Vaccaro, nel laboratorio che conduce da tempo, coinvolge i suoi allievi in uno studio personale arrivando a scoprire le caratteristiche più nascoste in ognuno di loro. La sua filosofia teatrale inserisce una nuova definizione di performer: il denuncia-ttore, per la Vaccaro, è quell’uomo che racconta la verità cruda – nuda – sporca.

Alla domanda “cos’è per te arte?” l’attrice risponde «arte per me è bisogno di pensare senza limiti imposti». «Mi sento figlia del Living Theatre – aggiunge – che mi ha insegnato tanto. Il mio intento è quello di far riflettere in qualche modo».

Insomma, Francesca Vaccaro rappresenta una realtà del teatro contemporaneo e con i suoi gesti artistici conferma il fatto che in un periodo buio è possibile raccontare la propria verità ed esprimersi in toto. Durante i suoi spettacoli lo spettatore resta spiazzato e con dei punti di domanda. In un’epoca in cui tutto è certo, diventa necessario che queste domande vengano a galla.

«Sono una attrice per formazione, una teatrante per mestiere, ma ancor più una “persona qualunque” che decide di denunciare, dire e dicendo urla e bisbiglia “…Io non so niente”».

Alessandro Quartararo

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