Cronaca

Palermo: il corpo di don Puglisi ritrovato intatto vent’anni dopo

don Pino Puglisi

Si dice sempre che nella vita ogni cosa ha una spiegazione, un motivo, che a volte noi umili esseri umani non riusciamo a dare perché va al di là delle nostre possibilità. Spesso accadono delle cose che ci fanno sentire davvero piccoli in confronto all’universo che ci circonda; in questi casi altro non si può fare che ricorrere alle proprie emozioni e alla fede.

Padre Pino Puglisi (3P per i suoi picciotti), ucciso il 15 settembre 1993 nel giorno del suo 56esimo compleanno dalla mafia ha fatto un altro piccolo grande miracolo, stavolta dall’aldilà. La sua salma è stata ritrovata pressoché integra, così come una rosa, posta nella bara assieme a una copia del Vangelo e un’icona della Madonna. La rosa stessa è ora considerata una delle reliquie di colui il quale tra poco più di un mese diverrà Beato. Il suo corpo era stato riesumato per essere trasportato nella Cattedrale di Palermo, dove da ieri resterà in attesa della sua beatificazione prevista per il 25 maggio prossimo allo stadio Renzo Barbera. Monsignor Carmelo Cuttitta, Vescovo ausiliare della Diocesi di Palermo, ha assistito alle fasi della traslazione e, emozionato come non mai, ha raccontato così la scena: “Quando è stata aperta la sua cassa ci siamo trovati davanti un corpo in ottime condizioni, quasi mummificato. Non un teschio, ma un viso dai tratti perfettamente riconoscibili, persino il colore delle mani ci ha stupito. Sembravano quelle di una persona viva”.

La decisione di dare il via al processo di beatificazione di 3P era stata presa da Papa Benedetto XVI molto prima della sua scelta di dimettersi, e lo stesso Ratzinger aveva confermato che sarebbe stato presente all’evento; dopo alcuni mesi le cose come sappiamo sono cambiate e si vedrà anche se il nuovo Pontefice, Papa Francesco, si segnerà in agenda questa data davvero importante per i palermitani e non solo.

In attesa del lieto evento, nel quartiere di Brancaccio si sta realizzando una chiesa che accoglierà e ospiterà il feretro in via definitiva; la chiesa stessa molto probabilmente avrà al suo interno un monumento molto particolare raffigurante una cosa semplice e allo stesso tempo molto cara a don Puglisi: una grande spiga di marmo, simbolo di rievocazione del suo nome. Amava dire infatti che attraverso un semplice chicco di grano, seppur piccolo, è capace da solo di fecondare la terra.

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