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A Palermo Geppi Cucciari per combattere la violenza sulle donne

Geppi Cucciari. Foto Internet

Amore criminale: lo chiamano così quell’amore che distrugge, che spezza le vite, quell’amore che non muore ma che fa morire. Un amore con la a minuscola, di quelli che non dovrebbero mai essere pronunciati.

Non è un amore da romanzo, non è la folle gelosia di Otello, è semplicemente meschina voglia di sopraffazione, misera volontà di potenza, povero volere di gestire l’esistenza di una donna, della propria donna. I panni sporchi si lavano in famiglia, questo raccomandavano le madri alle proprie figlie, fino a qualche anno addietro, e per questa ragione per secoli nei confronti delle donne, madri, figlie, mogli, amanti sono stati perpetrati i crimini più odiosi, crimini che molto spesso non si vedono, celati dall’infinito delle mura domestiche.

Purtroppo ancora oggi in poche hanno il coraggio di denunciare, di portare la propria storia all’esterno, di superare la vergogna dell’umiliazione e far perseguire il proprio persecutore, il proprio aguzzino. Ma l’unione fa la forza e grazie ad associazioni che raggruppano donne che hanno subito maltrattamenti o che mirano a tutelarle si sta aprendo un varco nell’omertà familiare, un’omertà che molto spesso riguarda proprio le donne.

Dibattiti, spettacoli teatrali, convegni, presentazione di volumi sono tutti mattoni che servono a costruire le fondamenta di quel muro di protezione che servirà non più a celare il misfatto, ma a tutelare la donna. A questo proposito abbiamo ascoltato Geppi Cucciari, intervenuta a Palermo per la presentazione dell’ultimo libro di Lilli Gruber e per lo spettacolo di Serena Dandini : “Questa sera con lo spettacolo di Serena Dandini si darà voce a donne che voce non ne hanno più. Non si puù prevenire la violenza ma si possono prevedere pene e leggi più severe per punire il femminicidio e la violenza sulle donne. L’ascolto è un altro aspetto molto importante, infatti stasera al teatro, si ascolteranno lettere, testimonianze di donne che hanno subito violenze, anche domestiche da cui non puoi difenderti. Quello che è suggerisco è di parlare ..sempre..se non la vittima stessa, magari le persone care e vicine. Non si deve stare in silenzio e permettere alla violenza di essere la nostra compagna di vita. ”

Giada Mercadante

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