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Palermo entra nel sistema protezione per richiedenti asilo e rifugiati

Il Comune di Palermo è entrato a far parte del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Ieri, infatti, il ministero dell’Interno ha pubblicato la graduatoria per l’accesso alle risorse per l’accoglienza di richiedenti e titolari di protezione internazionale nell’ambito dello SPRAR.

Il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo finanzierà i 20 mila posti messi a disposizione dagli enti locali che costituiscono il Sistema.
Complessivamente sono stati approvati 456 progetti per richiedenti e titolari di protezione internazionale, di cui 367 progetti ordinari,
57 per minori non accompagnati, e 32 per persone con disabilità o disagio mentale. Palermo avrà a disposizione 100 posti: 84 titolari di protezione internazionale, 12 minori non accompagnati e 4 con disabilità.

“Esprimo la mia soddisfazione – ha detto il Sindaco Orlando – per questo nuovo importante passo fatto dalla nostra città. Credo che il livello di democrazia e il grado di civiltà di un territorio sia connesso al livello di accoglienza, a cominciare da coloro che si trovano in situazioni di momentanea esclusione e difficoltà e ritengo che la capacità di accogliere cittadini che vivono un disagio momentaneo è il simbolo di un luogo che sappia fare del rispetto e della valorizzazione delle differenze uno dei suoi biglietti da visita”.

“Questo importante risultato per la città – ha detto l’Assessore alle Attività Sociali, Agnese Ciulla – è frutto della volontà che questa amministrazione ha di ricercare ulteriori fondi extra bilancio che possano rafforzare il numero e la qualità dei servizi erogati a cittadini e cittadine. La programmazione europea e la progettazione sono, quindi, temi prioritari sui quali continuare ad investire”.

“Finalmente – ha dichiarato l’Assessore alla Partecipazione Giusto Catania – Palermo rientra nella rete dei comuni italiani che garantiranno accoglienza ai titolari di protezione internazionale. L’impegno dell’amministrazione comunale in difesa dei profughi e dei richiedenti asilo diventa sempre più tangibile e dimostra la capacità della nostra città di proporsi come modello di intercultura.”

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