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Palermo è la capitale dei senza tetto

Foto di Giuseppe Romano

Palermo è la città del Sud Europa che, in relazione alla popolazione, (non) ospita il maggior numero di senza tetto.

Questo triste primato è solo uno dei dati allarmanti di un’indagine ISTAT diffusa da fio.PSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) e presentata stamane congiuntamente all’amministrazione comunale e alla Caritas, presso la sede palermitana di quest’ultima.

La conferenza si è aperta con le parole di Monsignor Benedetto Genualdi, Direttore della Caritas Diocesana di Palermo, che ha riconosciuto la crescente attenzione della città verso questa piaga sociale. Le sue cause – osserva, citando i resoconti dell’indagine fio.PSD – vanno riscontrate in situazioni familiari critiche come separazioni dal coniuge o dai figli, problemi di salute (per fronteggiare i quali gli aiuti sociali sono spesso assenti o comunque non sufficienti) o mancanza di lavoro.

Eppure, la garanzia di un pasto e di un tetto non bastano per un aiuto a 360 gradi verso questa gente. Mense e dormitori possono spesso trasformarsi in ghetti (malgrado si registri che il 55, 4 degli stranieri non abbiano mai avuto accesso a strutture di ospitalità per la notte), quando l’integrazione sociale si stimola valorizzando le risorse che ognuna di queste persone è in grado di far esplodere – conclude.

Ancora integrazione, ma nel senso di una mobilitazione congiunta di tutte le Caritas siciliane, insieme agli enti locali, è il tema-chiave degli interventi degli altri due rappresentanti in sala del mondo ecclesiastico: Don Sergio Librizzi e Don Enzo Cosentino, rispettivamente ex e neo Direttore regionale delle Caritas siciliane, freschi di avvicendamento.

La parola passa dunque al segretario di fio.PSD, Marco Iazzolino, il quale, dopo aver riconosciuto in Palermo la città italiana con la maggiore affluenza di servizi nel settore (ben tre volte in più rispetto alla media in Italia), espone i punti dell’inchiesta, svelando dati significativi e a tratti sorprendenti.

Si scopre ad esempio che il 61,4 % degli stranieri presenti nel nostro paese non ha mai avuto una casa propria in suolo italiano, equivalendosi tuttavia con gli autoctoni in questa non invidiabile posizione economico/sociale. A causa della difficoltà a trovare lavoro, i giovani rappresentano una grossa fetta degli homeless, superando il 45%.

Tuttavia è bene precisare che, smentendo i luoghi comuni sull’accidia dei senzatetto relativamente alla ricerca di un impiego, il rapporto ISTAT dice che solo il 6,7%  non ha mai lavorato, mentre fa riflettere che il 28,3% si occupi del cosiddetto “lavoro sommerso”, costituito da vendite ai semafori, pulizia delle parrocchie e attività consimili. Iazzolino illustra poi obiettivi economici all’insegna dell’efficienza, dimostrando come, con investimenti minimi, si siano già raggiunti importanti risultati in termini di costruzione di strutture adatte agli scopi.

L’amministrazione di Palermo, afferma, poi, una determinatissima Agnese Ciulla, Assessore alla Cittadinanza sociale, sta costruendo le strutture, più o meno materiali (si ricercano nuovi stabili insieme a una selezione di personale qualificato) per affrontare al meglio queste emergenze. L’assessore si lascia andare anche a considerazioni meno pragmatiche quando, riprendendo Iazzolino, riflette sul nuovo impatto con la vita che avranno queste persone, dopo aver trascorso anni e anni dentro questi centri.

Le sue parole vengono infine approvate e ribadite dal Sindaco Orlando, il quale propone una task-force cittadina per muoversi sul campo, all’insegna di una grossa collaborazione tra pubblico e privato. Palermo come capitale sud-europea dei senza dimora è un pugno sullo stomaco ma al contempo uno stimolo in più ad agire immediatamente. Comunque, ciò che va sempre ricercato – conclude Iazzolino, che approva in pieno questa progettualità comune – è la centralità della persona. Indipendentemente da dove giace la notte.

Andrea Cumbo

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