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Palermo: il diritto alla salute non ha sbarre

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“Il carcere rappresenta per i reclusi  il primo incontro con la sanità, esistono soggetti che non hanno mai effettuato le analisi del sangue”. Queste le parole amare del presidente della Comunità di S.Egidio e coordinatrice del progetto “Salute senza barriere”, Stefania Tallei, intervistata da il moderatore.it in occasione del convegno nazionale “Carceri, Salute, Società: lo sguardo volontario”, tenutosi presso Palazzo delle Aquile di Palermo.

La Tallei, che vive in prima persona da più di vent’anni la realtà delle carceri, ha messo in evidenza il diritto imprescindibile alla sussistenza dei detenuti, che in questi tempi di crisi  dichiara “diviene sempre più complicato garantire”.

Un incontro organizzato dal forum nazionale, per il diritto alla salute delle persone private della libertà personale, che affonda le sue radici  nel  1999, all’indomani dell’approvazione del decreto legislativo n.230 del 22 giugno di quell’anno, avente ad oggetto “il riordino della medicina penitenziaria a norma dell’articolo 5, della legge del 30 novembre 1998, n. 419”.

Ad  avviare in prima istanza la conferenza, il garante dei diritti dei detunuti della Regione Sicilia, Salvo Fleres, che dopo un breve omaggio al ricordo di Leda Colombini,  ex deputata parlamentare ed ex presidente del forum che ha svolto un ruolo attivo nell’ambito delle carceri e tristemente scomparsa nel 2011, ha sottolineato l’importanza di affrontare problemi come  le carenze logistiche e organizzative delle strutture, la mancanza di operatori sanitari, il sovraffollamento.

Ricordiamo che  il tasso di affollamento delle carceri italiane è di circa il  142,5%  rispetto alla media europea che è del 99,6%.

A detta  di Fleres “Il detenuto è un protagonista passivo. L’opinione pubblica guarda alla condizione dei detenuti dal buco della serratura, non captandone la reale condizione di disumanità in cui versano”.

“Non bisogna prescindere  dall’articolo 27 della Costituzione  che dispone  “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” ha proseguito.

Il Dott.  Gianfranco Costanzo, rappresentante della Inmp ha spiegato la necessità di andare in giro per le carceri : “E’ in corso un progetto che prevede il giro di 9 case circondariali al fine di raccogliere, attraverso un questionario, le esigenze, i bisogni, le paure, che vivono i detenuti, accendendo in loro la speranza affinché le istituzioni non rimangano indifferenti.  La prossima tappa è prevista a Cagliari, il prossimo ’11 dicembre”.

A tutt’oggi la regione Sicilia non ha ancora assunto le competenze necessarie in materia di sanità penitenziaria e il difficile momento economico, sociale e politico, che mette con le spalle al muro l’amministrazione regionale, non lascia ben sperare per un repentino miglioramento.

Francesca Del Grosso

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