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Palermo, cosi non va. Dopo un buon primo tempo, nella ripresa i rosa crollano. L a juve si impone 0 a 3

PALERMO, ITALY - NOVEMBER 29: Aleksandar Trajkovski (R) of Palermo kicks the ball as Claudio Marchisio tackles during the Serie A match between US Citta di Palermo and Juventus FC at Stadio Renzo Barbera on November 29, 2015 in Palermo, Italy.  (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Si sapeva che fare risultato con la Juventus era complicato, ma il Palermo di ieri visto nella ripresa non può pensare di poter salvarsi. Dopo un buon primo tempo, gli uomini di Ballardini nel secondo tempo, dopo aver subito l’1 a 0 di Mandzukic smettono di giocare e i bianconeri nel finale dilagano.

Ballardini conferma la formazione che ha pareggiato contro la Lazio, ma deve fare i conti con l’assenza dell’ultimo minuto di Rigoni (attacco influenzale), mentre Allegri si presenta con l’ex Dybala e Mandzukic in avanti e sugli esterni Cuadrado e Evra. Il Palermo parte bene, gioca avviso aperto e senza paura anche se dopo quattro minuti rischia sulla girata di Bonucci. I rosa si fanno vedere in avanti con Brugman che al 7′ calcia alto dai venti metri su una punizione respinta dalla difesa bianconera. Due minuti più tardi Vazquez salta Marchisio con una grande giocata e allarga per Hiljemark. Il diagonale del numero 10 rosa finisce  sopra la traversa. Al 12′ gli ospiti si rendono pericolosi su un cross dalla destra di Sturaro Sorrentino manca l’uscita e per poco Manzdukic non trova il gol. Il Palermo ha l’atteggiamento giusto con chiusure precise e quando può prova a fare ma le alla difesa juventina, come avviene al 28′: cross dalla sinistra di Lazaar, Gilardino preferisce fare la sponda a Vazquez che conclude al volo, ma il suo tiro viene ribattuto, la palla torna a Gilardino che da posizione defilata tenta un tiro-cross che finisce fuori. Nel finale di tempo la Juventus, in due occasioni va vicino al vantaggio: prima su un colpo di testa di Bonucci su angolo che finisce di poco fuori alla destra di Sorrentino e dopo con l’ex Dybala che sempre di testa non trova il gol per poco. Il primo tempo si conclude in parità

La ripresa si apre con una Juve più cattiva. Pogba prova subito il tiro dalla lunga distanza ma il pallone finisce fuori. Al 55′ la squadra di Allegri passa, Dybala sulla sinistra crossa sul secondo palo trovando il colpo di testa di Mandzukic che sovrasta Struna, non esente da colpe insieme a Sorrentino portando avanti i suoi. Ballardini prova a cambiare qualcosa, inserisce Quaison al posto di Hiljemark e Trajkovski al posto di Gilardino spostando Brugman in cabina di regia con ai lati Chochev e Jajalo. Però il Palermo sembra aver subito il colpo e non riesce a reagire, sbagliando troppo in fase di impostazione. Questo atteggiamento rinunciatario dei rosa favorisce la Juve che al 66′  va  vicino al raddoppio con Cuadrado, bravo Sorrentino a respingere. Vazquez prova a illuminare la manovra del Palermo, ma senza riuscirci. Il numero 20 rosa preso dal nervosismo si fa ammonire per eccessive proteste dopo aver subito fatto da Sturaro, il Mudo era diffidato e insieme a Struna, anche lui ammonito e diffidato salteranno la sfida delicata di domenica prossima contro l’Atalanta. Nel finale gli ospiti dilagano, prima all’89’ Sturaro servito splendidamente da Pogba trova lo 0 a 2 e nel terzo e ultimo minuto di recupero in contropiede Morata serve Zaza, entrato pochi minuti prima per Dybala che trova lo 0 a 3 definitivo.

Il secondo tempo disputato ieri dalla squadra di Ballardini ha dimostrato tutti i limiti dei rosa. Lasciando stare l’atteggiamento sbagliato dopo il vantaggio dei bianconeri, in avanti il Palermo non riesce a pungere. Vazquez non può fare sempre tutto da solo, Gilardino non ha un valido sostituto che possa fare male alle difese avversarie e all’ex viola non si può chiedere di fare tutti novanta minuti. A centrocampo Hiljemark è irriconoscibile e Jajalo non è adatto al ruolo di regista. L’unica nota lieta è la coppia di centrali difensiva, Gonzalez-Goldaniga anche ieri buona prova da parte loro nonostante il risultato. Adesso si pensa alla coppa Italia (mercoledì ore 15 al Barbera contro l’Alessandria) dopo testa al campionato. Prima la trasferta di Bergamo contro l’Atalanta e dopo l’impegno casalingo, di sabato 12 dicembre alle 18 contro il Frosinone. Due partite fondamentali per la salvezza dei rosa. Ma a gennaio Zamparini deve intervenire necessariamente sul mercato perché non sempre cambiare l’allenatore può risolvere i problemi.

 

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