Politica

Palermo con Rete città interculturali incontra Kyenge

Si è svolto a Reggio Emilia l’incontro tra i rappresentanti dei Comuni aderenti alle “Città del dialogo – Network delle città interculturali” e il Ministro dell’integrazione Cecile Kyenge al fine di giungere alla definizione di un protocollo tra le amministrazioni locali e il Ministero sulla condivisione delle buone pratiche dell’accoglienza e l’integrazione tra le comunità.

All’incontro, in rappresentanza della città di Palermo, ha partecipato l’assessore Giusto Catania il quale ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nella costruzione di spazi di partecipazione interculturale.

“La città di Palermo – ha sostenuto l’assessore Catania – vuole concorrere a costruire campagne culturali e pedagogiche, dentro una prospettiva interculturale, al fine di stimolare il Parlamento a modificare nel più breve tempo possibile la legge sulla cittadinanza legando l’acquisizione dei diritti alla residenza. Inoltre siamo impegnati a costruire una nuova mobilitazione per favorire la libertà di movimento di uomini e donne, a partire dalla messa al bando del permesso di soggiorno.”

La scelta di Palermo di istituire la “Consulta delle culture” è stata molto apprezzata tanto che i rappresentanti di alcune altre Amministrazioni hanno detto esplicitamente di volersi ispirare al modello palermitano per costruire istituzioni che possano favorire la partecipazione politica delle comunità straniere.

Catania ha anche sottolineato che “al momento, Palermo è l’unica città siciliana aderente alla Rete e per questo rivolgiamo alle altre Amministrazioni un appello affinché anche loro entrino in questo circuito virtuoso, a partire da Lampedusa e dalle altre città che accolgono ed ospitano comunità migranti, che giocano un ruolo importante in questo percorso di trasformazione della società.”

Per il Sindaco Leoluca Orlando, “l’impegno del Comune di Palermo nell’ambito del network delle città interculturali è parte fondamentale della candidatura a Capitale europea della cultura, che sull’interculturalità e sulle relazioni fra popoli e culture fonda la sua ragion d’essere.
In quest’ottica lavoriamo a costruire relazioni positive tanto con realtà straniere che, come in questo caso, con realtà nazionali.”

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