Cultura

Palermo, Cinema De Seta: “L’Antigattopardo”

Goliarda Sapienza (foto ufficio stampa)

Giovedì 21 febbraio alle 21.00 al Cinema De Seta un nuovo appuntamento con il Queer secondo me, l’incontro con studiosi e intellettuali invitati dal Sicilia Queer FilmFest che di volta in volta scelgono un film – antico o recente – che incarna, a loro modo di vedere, un’idea “forte” del concetto di queer e lo presentano al pubblico in sala, introducendone la visione.

In linea con la mission “disturbante” del SQFF, sarà presentato un film su Goliarda Sapienza, scrittrice misconosciuta in vita e oggetto di una attenzione crescente che ne fa oggi una autrice di culto. Pina Mandolfo (Società Italiana delle Letterate) e Daniela Orlando (attrice) presentano “L’Antigattopardo. Catania racconta Goliarda Sapienza”, un documentario di Giuseppe Di Maio e Alessandro Aiello, fondatore di Canecapovolto, uno dei collettivi sperimentali di cinema più interessanti del panorama italiano.

Realizzato in collaborazione con la Società Italiana delle Letterate e con l’Associazione Culturale Documenta, “L’Antigattopardo” è stato girato nel settembre 2012 e raccoglie a caldo le testimonianze dei partecipanti al “Viaggio sentimentale e letterario nella Catania di Goliarda Sapienza”, organizzato da Pina Mandolfo per rendere omaggio a una scrittrice straordinariamente innovativa e rivoluzionaria la cui fama è cresciuta solo dopo la sua morte (1996). Il suo romanzo postumo L’arte della gioia, più volte rifiutato dagli editori italiani mentre era in vita, è ormai un’opera di culto in Francia, in Germania e finalmente anche in Italia. ù

Tra immagini di repertorio e interviste – curate da Ornella Sgroi – a intellettuali, letterate, registe, il documentario ripercorre i luoghi amati e raccontati da Goliarda e si interroga sui motivi che ne hanno ritardato il successo. Cresciuta nel ventennio fascista in una famiglia libertaria di socialisti e dissidenti, Goliarda era anticonformista, originale e coraggiosa tanto nelle scelte di vita quanto nella scrittura. Nella sua opera vi è un totale capovolgimento degli stereotipi e dello scetticismo siciliano e lancia un messaggio che è esattamente opposto a quello del Gattopardo : “Cambiare è possibile!”.

Recitò a teatro e a cinema lavorando tra gli altri con Luchino Visconti, Alessandro Blasetti e Citto Maselli, suo compagno nella vita. La mancata pubblicazione de L’arte della gioia divenne motivo di depressione che la ridusse in povertà e, in seguito a un furto di gioielli, le fece conoscere anche la realtà del carcere. Il documentario contiene immagini dello spettacolo a lei dedicato “Io ho fatto tutto questo” di Maria Arena e la lettura, a cura di Egle Doria, di pagine delle sue opere.

INGRESSO LIBERO

 

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