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Palermo Capitale europea Cultura 2019: “La progettualità è già una scommessa vinta”

“Comunque vada, questa amministrazione comunale un risultato lo ha già ottenuto. Con la candidatura della città di Palermo a Capitale europea della Cultura nel 2019, abbiamo messo in moto un lavoro di progettazione che va addirittura al di là della data prefissata”. Ha esordito così l’assessore comunale alla Cultura, Francesco Giambrone, intervenuto ieri pomeriggio alla Galleria d’Arte Moderna, all’incontro per “Palermo 2019: un’opportunità economica”, organizzato dal Comitato per Palermo 2019 Capitale Europea della Cultura e dell’Amministrazione comunale nell’ambito della VI edizione delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno.

Presenti, oltre all’assessore Giambrone e a Pietro Busetta, patron della manifestazione, Roberto Albergoni, segretario generale Herimed, e Sebastiano Torcivia dell’Università di Palermo e vicepresidente del Cerisdi.

“La città si è messa in moto attorno ad un progetto – ha precisato Giambrone – e questo è già un risultato. Abbiamo preventivato un cospicuo investimento di denaro, pari a 377 milioni di euro, il cui 42% è già nelle nostre casse. Il nostro obiettivo non è quello di portare Palermo al traguardo del 2019, ma guardare ancora avanti, al futuro, e nel piano presentato abbiamo previsto interventi fino al 2030. Perché non deve essere un cambiamento momentaneo, ma duraturo nel tempo. La scommessa che le altre città capitali europee della cultura hanno già vinto è quella di produrre effetti persistenti. Infatti – ha spiegato l’assessore – l’84% delle risorse verrà impiegato nella realizzazione di infrastrutture, che resteranno nel tempo. Questa candidatura, al di là del risultato, è una grande opportunità per Palermo, un’opportunità di crescere e di creare un circolo virtuoso in cui molti giovani potranno trovare spazi adeguati all’interno dei quali costruire il proprio futuro”.

Obiettivo dell’incontro è stato anche quello di “rileggere”, in chiave analitica, dal punto di vista economico, le scelte culturali del progetto, evidenziando gli investimenti principali, gli effetti economici, le aree di intervento, l’indotto potenzialmente creabile e, soprattutto, l’occupazione che può generarsi.

“L’investimento di denaro previsto – ha precisato Torcivia – porta infatti al concetto di sostenibilità, ovvero alla fattiva realizzazione del progetto. Si legge infatti che su 50 milioni di euro investiti nella Biblioteca universale dei diritti, 45 deriveranno da mutui con la Cassa depositi e prestiti e questo rappresenta già una garanzia. Stesso discorso per la riqualificazione del Parco della Favorita: a parte il 10% del costo totale sostenuto dal comune, 25 milioni su 51 deriveranno da Pac e fondi della Comunità europea. Infine, per il restuaro dei Cantieri Culturali della Zisa saranno necessari 26 milioni di euro, di cui 15 derivanti dalla Cassa depositi e prestiti e 11 da privati.

L’operazione ha di per sé un risvolto positivo – ha aggiunto – in quanto ha già permesso la ricognizione di tutto ciò che si muove a Palermo in campo culturale, ricognizione che servirà anche a capire quali sono le attrattività migliori sulle quali puntare. Inoltre, sta permettendo alle varie realtà esistenti di fare rete. Anche il Cerisdi, che rappresento, ha dato piena disponibilità all’amministrazione, mettendo a disposizione il proprio patrimonio di relazioni internazionali, e questo perché dallo scambio tra culture deriva di certo una crescita, anche economica”.

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