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Palermo capitale delle idee, della passione e non delle chiacchiere. Questa è l’Isola del Tesoro

Sento il desiderio di scrivere questo editoriale per evidenziare l’iniziativa dei dieci anni de “L’Isola del Tesoro”, la rivista edita dall’OPTM, “Osservatorio della Politica Turistica del Mediterraneo” fondata e ad oggi mantenuta dal buon ex burocrate sburocratizzato, così come amo definirlo, Agostino Porretto.

L’evento che ieri, lunedì 24 novembre 2014, ha avuto luogo all’interno dello Steri dell’Università di Palermo, ha goduto di un’ampia partecipazione (circa 500 persone) ivi compreso di sindaci della provincia di Palermo, esperti della cultura e del turismo e professionisti in ogni ambito, ma ancor di più ci ha colpito il tavolo dei relatori tutti autorevoli quali quali Cleo Li Calzi, Assessore Regionale Turismo Sport e Spettacolo,  Antonio Purpura, Assessore Regionale ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Roberto Lagalla, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Aurelio Pes, scrittore,  Rita Cedrini, Antropologa, Giuseppe Massimo Dell’Aira, Avvocato Distrettuale dello Stato, Fabio Giambrone, Senatore – Presidente G.E.S.A.P., Melo Minnella, Fotografo, Sebastiano Tusa, Sopraintendente del Mare, Ninni Vaccarella, Pilota automobilistico, Marilena Volpes, Sopraintendente Beni Culturali Palermo, Salvo Ficarra e, per finire, il sottoscritto, con tanto onore, ha avuto il piacere di coordinare e moderare l’incontro.

In questi ultimi anni, nella mia attività di giornalista, ho seguito tante iniziative culturali. Quella di Porretto ha avuto la cosiddetta “marcia in più” perché l’evento di festeggiamento dei dieci anni di attività in un periodo così buio di crisi, contribuisce a rilanciare positivamente il morale delle imprese del settore e non solo, ma ancor di più, attraverso lo strumento che è la stessa pubblicazione, è riuscito a raccontare in tutte le sue sfaccettature una Sicilia che tutti quanti desidereremmo che fosse anche quando non lo è. L’Isola del Tesoro, o per meglio dire, un Tesoro nell’Isola, va ricercato soprattutto nella mentalità di chi gestisce, amministra e propone nei diversi ambiti e che molto spesso, come ha ironicamente battuto Salvo Ficarra, si trasforma in una caccia al tesoro in Sicilia.

La celebrazione dei dieci anni della rivista nell’immediato si è mutata in un dibattito provocatorio ma nello stesso tempo costruttivo grazie alla qualità dei relatori che ognuno nella propria posizione ha esposto problemi e misure atti a valorizzare tutto quello che oggi si muove in ambito del turismo e della cultura.

Tutti gli spunti e le idee avanzate dagli esperti si sono rilevati attuabili se gli uomini di questo governo avranno la possibilità di lavorare con serenità e scongiurando la possibilità di essere amministratori a carattere mensile piuttosto che progettuale.

In poche parole un assessore appena insediato non può sentire il fiato sul collo da parte del capo di un governo sol perché un partito non è più d’accordo con lo stesso governo. Dovrebbe godere di garanzia, serenità e stabilità nel tempo, per creare quelle condizioni cosiddette di programmazione a medio e lungo termine funzionali per la “rinascita” della nostra isola.

Da padrone di casa Lagalla ha salutato, e non solo, il folto pubblico ma nel suo intervento sicuramente di uomo della cultura ma ancor di più di uomo della concretezza,  ha scosso gli animi di tutti, con particolare attenzione alle istituzioni presenti, volgendo l’attenzione sui giovani che migrano dalla Sicilia in cerca di lavoro perché scoraggiati dalla non stabilità politica e ancor di più per l’assenza di fiducia nei confronti degli uomini che la governano. Avviene quindi l’allontanamento dalle proprie  famiglie e dalla propria terra in cerca di altro. I dati esposti da Lagalla hanno disegnato un quadro veramente  sconvolgente sul futuro dei giovani in Sicilia per cui, se presto non si prenderanno quelle decisioni politiche coraggiose, la nostra isola a causa dello spopolamento giovanile verrà rimappata dai futuri studiosi come la Sicilia del deserto.

Ampio spazio ha dedicato il Magnifico alla programmazione 2014/2020 di cui molto si sta parlando e poco si sta attuando.

Propositivo il primo intervento della Li Calzi dove ha evidenziato la necessità di accorpare le attività dei due assessorati, e quindi Turismo e Beni culturali,   per un raggiungimento di un comune obiettivo e con un risparmio notevole di risorse, dove ha anche suscitato interesse da parte di tutti i relatori perché questo pensiero rappresenta un linguaggio comune da sempre discusso e mai attuato poiché non può esistere turismo intelligente senza che vengano interpellate e coinvolte le strutture legate al mondo dei beni culturali e della cultura in genere.

Dello stesso pensiero è Antonio Purpura, che ha avallato quanto recitato dalla Li Calzi ma ha puntato il dito sulla non programmazione degli interventi legati all’attrazione turistica in Sicilia derivata dal cosiddetto turismo improvvisato e non programmato. La strategia di programmazione a medio e lungo termine consente di poter “chiudere” anzi tempo accordi con tour operator  internazionali e consegnare loro un programma fitto di attività culturali, musicali ma anche di disponibilità di hotel, ristoranti e visite guidate e tutte le attività collegate, coordinate tra le varie strutture dei Dipartimenti coinvolti.

Ampio spazio è stato dato nel dibattito alle attività di comunicazione preventiva che nella maggior parte di casi risulta assente e scarsa di contenuti.  Il buon Agostino Porretto conclude la serata evento (oltre tre ore) ringraziando tutti gli intervenuti e in particolare Salvo Ficarra che con il suo humour intelligente ha delineato la cosiddetta dipendenza dalla politica, delle attività collegate alla cinematografia, alla cultura e al turismo con delle ricette semplici che spesso diventano complicate per   incompetenza, strafottenza e mancanza di  senso di responsabilità.

Porretto ha ricordato insieme a molti altri relatori che la burocrazia oggi risulta essere il primo nemico  del cittadino e delle imprese tutte e che se non si istituirà una legge che possa “far pagare il conto” a quei burocrati che nel loro disinteresse più assoluto non portano avanti pratiche, iniziative e progetti perché non vogliono prendersi le responsabilità di cui sono stati incaricati, mai ci riprenderemo da questa involuzione culturale che al suo epilogo più naturale produrrà l’Isola della morte piuttosto che l’Isola del Tesoro, rivista che intende pubblicare per i prossimi 100 anni.

Auguri Agostino!

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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