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Palermo, Ballardini: “Ho accettato con grande entusiasmo di venire qui. Sono una testa di c****. Zamparini lo sa”

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Ballardini ha rilasciato una lunga intervista a “Tuttosport”. Tanti gli argomenti trattati da come è nata la trattativa per tornare a Palermo ai suoi inizi nei settori giovanili. “Quando ho visto comparire il numero del presidente Zamparini sul cellulare, ho risposto con piacere. Da lì è nata una proposta che ho accettato con entusiasmo. E ora rieccomi a Palermo, sei anni dopo”. Come ha trovato il Presidente a distanza di sei anni? Presente, attivo”. Differenze tra la squadra di adesso e quella di sei anni fa? “I giocatori sono cambiati tutti, non c’è più quel Cavani che trasformai in centravanti. Questo è un gruppo più giovane, ma possiede talento e prospettiva come l’altro. Abbiamo ragazzi veramente bravi – ha aggiunto il tecnico -. Grazie a gente come Sorrentino, Maresca e Gilardino, questi ragazzi hanno la possibilità di crescere nel modo giusto. Non è corretto fare nomi

Che tipo è Ballardini? “Alcuni dicono che sono stato scelto per schierare i giocatori che vuole Zamparini? Se fosse vero, Zamparini dovrebbe cacciarmi via subito. Penso che non piaccia neppure a lui un tecnico che si limiti a eseguire quello che dice. Al presidente piace il confronto, ma poi, come è giusto che sia, vuole un allenatore che si prenda la responsabilità di scegliere e decidere. E poi… Zamparini mi conosce, sa che sono un romagnolo testardo. Per non dire proprio testa di c****”.

Squadra a favore di Iachini, ha avuto difficoltà a farsi seguire?  “In realtà per me è stato facile entrare e farmi apprezzare all’interno dello spogliatoio: ho a che fare con uomini seri, legati a una persona da cui hanno avuto tanto. E’ stato tutto molto logico”. Un forte legame con la Svezia Si ho trovato due giocatori svedesi, Quaison e Hiljemark e mia moglie è svedese ma in svedese so dire solo ‘jag alskar dig’, cioè ‘ti amo’. Non mi sembra il caso di dirlo a Hiljemark (ride, ndr). I miei figli hanno il doppio passaporto. Si sentono italiani, ma chi non vorrebbe giocare con Ibrahimovic o con Buffon?!Hiljemark che giocatore è? “Hiljemark ha qualità, forza, gamba, resistenza. Ed è intelligente: ha i mezzi e la testa per diventare ancora più bravo.

Com’è Vazquez dal vivo? “Ancora più forte di quello che sembra in tv: ha un bagaglio tecnico impressionante”. Dybala? A Palermo non sono arrivato in tempo per godermi Dybala? Giocatore straordinario e qui a Palermo mi dicono che sia un ragazzo fuori dal normale per atteggiamenti e serietà. Dybala è un esempio. E se Messi vede in Paulo il futuro, sono d’accordo con lui. Non sono sorpreso del fatto che giochi nella Juventus. Perché? Perché è la società di A più all’avanguardia, l’unica in grado di competere con le superpotenze europee – prosegue il tecnico di Ravenna -. E’ la locomotiva del calcio italiano. Hanno costruito un’ottima struttura: lo dimostra la bravura nella scelta dei giocatori. I loro acquisti sono un mix di qualità tecniche, testa giusta e voglia di emergere”.

Parentesi Champions, Barcellona-Roma “Se per un allenatore è meglio vedere un gol come il secondo del Barcellona contro la Roma, con 10 giocatori che toccano il pallone, o avere semplicemente Messi dalla propria parte? Il massimo è vedere le idee trasmesse alla squadra, sviluppate in campo. Certo, se hai Messi e Neymar è un po’ più facile. Mi è dispiaciuto vedere una squadra italiana così in difficoltà, anche perché la Roma possiede molti giocatori di valore. ‘Guardiolismo’ o ‘Sarrismo’? Sono mode create dai media. Una verità non c’è, ogni caso è diverso. No, non invidio Sarri e nessun altro per il semplice fatto che mi sento privilegiato a svolgere questo mestiere a questo livello. Nel periodo (un anno, ndr) in cui non ho allenato, ho osservato molto Bielsa, fonte di ispirazione anche per Guardiola. Cosa ha di speciale? A me piacciono le sue idee, il modo in cui le trasmette e come coinvolge i giocatori. Sedute brevi, intense, varie. Comunque da ogni allenatore si impara qualcosa”.

Ballardini il subentrante “L’etichetta di ‘subentrante’ non è veritiera. Perché ho fatto 15 anni di settore giovanile programmando, vincendo titoli italiani con Cesena, Parma, Milan. E formando giocatori: Ambrosini, Pepito Rossi, Antonelli, Rosina, Cigarini.  E’ vero che in serie A sono subentrato tante volte, ma a fine stagione a volte me ne sono andato io e altre no, come a Genova, dove avevamo disputato un campionato straordinario. Alex Sandro? Lo seguivo già al Porto. Mi è sempre piaciuto perché rispecchia la mia idea di calcio: abilità tecnica, spensieratezza, qualità, forza. Non mi stupisce che sia esploso, anzi.  La Juve a prescindere ha un sacco di campioni: Dybala, Morata, Buffon, Pogba. Hanno tutto per competere per lo scudetto e per la Champions”.

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