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Palermo, Amia: dichiarato lo stato di fallimento

Leoluca Orlando

Il Tribunale di Palermo ha ufficializzato stamattina con una sentenza già comunque attesa da diversi giorni, il fallimento dell’Amia. Tuttavia ha altresì disposto che l’Azienda potrà continuare provvisoriamente  il proprio esercizio fino alla data stabilita del 15 giugno per avere la possibilità di non interrompere il servizio di raccolta rifiuti e durante i quali gli stipendi saranno garantiti. Ok, ma subito dopo che accadrà?

Sono due le opzioni più accreditate: la prima, caldeggiata candidamente dal sindaco Orlando, prevede che il Prefetto requisisca Amia e Amia Essemme e le affidi al Comune, anche se per un periodo di tempo ben definito. La seconda invece è quella dell’affitto del ramo d’azienda: in pratica il Comune affitterebbe personale e mezzi in modo da proseguire il servizio.

Comunque sia, Orlando stesso ha dichiarato di essere pronto a prendere in mano la situazione e gestire l’Amia senza problemi, in quanto Palazzo delle Aquile avrebbe i soldi per mantenerla (si parla di un totale di 2.252 dipendenti), così come si legge dal seguente comunicato: “Mi sono già sentito con il Prefetto ed ho già chiesto di incontrare quanto prima la Curatela fallimentare, cui spetta, d’intesa con il Tribunale, di assumere le prossime decisioni. Al Prefetto ho già manifestato e alla Curatori fallimentari manifesterò ancora una volta la necessità che siano adottati tutti i provvedimenti urgenti ed indispensabili affinché alla città sia garantita la continuità della raccolta dei rifiuti.Allo stesso tempo ho ribadito e ribadirò in modo chiaro che il Comune è pronto a fare tutto quanto necessario e di propria competenza per garantire i servizi di igiene ambientale e dare garanzie ai lavoratori dell’AMIA”.

Nessuna dichiarazione esce sul fronte sindacale. Le sigle si stanno incontrando per arrivare ad un accordo, anche se per ora non prevedono incontri imminenti con la giunta comunale che, a sua volta, si riunirà per discutere della questione Bellolampo.

 

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