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Palermo, alla Feltrinelli l’ultimo disco di Codice Mediterraneo

Codice Mediterraneo, foto Ufficio Stampa

Lunedì 21 gennaio 2013 a partire dalle ore 18,00 alla Feltrinelli di Palermo verrà presentato l’ultimo disco di Codice Mediterraneo, ‘Nella Terra di… Nella Terra che…’

Un racconto in musica di mezzo secolo di storia siciliana. Nella Terra di… Nella Terra che… utilizza un linguaggio di tradizione mediterranea esplorandone sonorità e ritmi, reinterpretati in chiave moderna. Un disco permeato di dolore, desiderio e speranza.

Nato nel 2009 da un’idea di Nunzio Ortolano, compositore siciliano e continuatore della tradizione musicale italiana (profilo Ortolano su Wikipedia), Codice mediterraneo elabora e sviluppa un linguaggio strettamente connesso con la tradizione culturale e musicale di Sicilia: reinterpreta infatti in chiave moderna – attraverso l’esplorazione di sonorità/ritmi e coniugando la potenza della musica con la lirica della narrazione – temi e contenuti classici della tradizione siciliana traducendoli in una rappresentazione a forte impatto e tensione emotiva.

Codice mediterraneo (profilo attivo su pagina Facebook) è formato da: Giusi Conti (Voce Narrante), Adriano Fazio (Cello), Monica Giannone (Flauto e Voce), Nunzio Ortolano (Pianoforte).

Il quartetto si è esibito principalmente con concerti in Sicilia (tra questi si segnalano il concerto all’anfiteatro Kalòs di Termini Imerese del 12 luglio 2010 organizzato da Amnesty International, il “Concerto per la legalità” di Palermo del 30 agosto 2010 organizzato dalla Provincia di Palermo o ancora quello realizzato a Cefalù del 19 luglio 2012 a memoria di Paolo Borsellino organizzato dall’ordine degli Avvocati di Termini Imerese) oltre a poter già vantare diverse rappresentazioni e collaborazioni in altre regioni d’Italia così come all’estero.

In breve tempo infatti, Codice Mediterraneo – nella figura del compositore Nunzio Ortolano – ha saputo, per la sua proposta innovativa di sviluppo musicale, raccogliere un crescente interesse da parte di appassionati e critici musicali effettuando rappresentazioni in teatri e sale da concerto di tutto il mondo tra cui si ricordano, oltre al Teatro Massimo, al Conservatorio Vincenzo Bellini o il Politeama di Palermo, anche il Teatro dell’opera di Goteborg (Svezia) o ancora esecuzioni effettuate all’estero con la collaborazione dell’ UCF Symphony Orchestra (Orlando Florida), dell’Orchestra d’archi di Namur (Belgio)….ecc.

Lo spettacolo è uno spaccato di vita e storia della gente di Sicilia, raccontato attraverso un’accurata sequenza di 12 brani che, preceduti da brevi narrazioni, guidano il pubblico all’ascolto e lo conducono all’interno di un percorso di emozioni e rievocazioni, supportate anche da una selezione di repertorio fotografico proiettato nel corso della rappresentazione.

Codice Mediterraneo crea qui una piattaforma rappresentativa capace di unire la musica classica con la musica popolare, portando in scena oltre mezzo secolo di storia Siciliana. Attraverso l’opera infatti, l’ascoltatore vive e rivive una pluralità di emozioni e stati d’animo radicati nell’Isola, passando dal comune senso di appartenenza alla Terra ed alle sue tradizioni “epiche” fino ai suoi contrasti e tensioni alimentate dalle contraddizioni dell’Isola: violenza e soprusi indiscriminati si mescolano con il senso e desiderio di riscatto, con lo stato d’animo delle vittime di mafia fino ad un crescendo di speranza e di sguardo nuovo delle “piccole” generazioni capaci di dare spessore a quell’orgoglio e quella consapevolezza di essere parte di una terra straordinaria.

Nel particolare, lo spettacolo è diviso in due parti:

La prima parte racconta temi ed aspetti propri di questa terra ricca di bellezze ma anche di violenze e vessazioni mafiose insieme a quella di eroi moderni quali Falcone e Borsellino o altri “piccoli nomi” diventati importanti ed eroi senza volerlo/cercarlo.
La seconda parte è descrive invece l’amore per questa terra colma di tradizioni forti, nonché culla di civiltà e di una cultura ultra millenaria. Le composizioni, pur avendo una struttura classica, hanno la leggerezza e la forza descrittiva della musica da film, quasi a creare un “Film senza immagini”.

La prima parte si apre con il brano “Nella terra di… Nella Terra che….”: con un tempo di siciliana nato proprio nel periodo barocco e utilizzato anche da Bach, il brano sfocia poi in un tempo di 5/8 che riporta l’ascoltatore direttamente nel XXI secolo. Il secondo brano “A cursa” (la corsa) introduce la storia delle vittime di mafia, descrivendo l’affanno e la tensione di chi, al servizio dello Stato, prova senso di sgomento e di impotenza di fronte alle vittime degli attentati.
Il terzo ed il quarto brano “Chiantu” (pianto) e “Duluri” (dolore) rappresentano la disperazione e il dolore delle spose delle vittime. Con il brano “Spiranza” (speranza) si apre invece uno spiraglio di luce con una melodia che trasmette e lascia intravedere alle nuove generazioni la possibilità di un riscatto morale.

La seconda parte dello spettacolo si apre con “Ninna Nanna”, in cui una madre parla in dialetto al proprio bimbo delle sue speranze per un futuro migliore. I brani successivi descrivono e ricreano i paesaggi siciliani:
“Onde” rappresenta la risacca che si avvicina e si allontana come le popolazioni che nei secoli si sono avvicendate nella grande isola.
“Giugno 17” rappresenta un viaggio tra le colline siciliane con l’ondeggiare del grano maturo mosso dal vento.
“Scirocco” è il vento caldo dal sapore dolciastro che pervade le notti siciliane dove l’argento della luna si riflette sul mare, è come il canto irresistibile di una sirena che incanta e ammalia.
“Sicilian City” rappresenta invece Palermo con le sue contraddizioni che vedono fondersi tradizione e modernità.
“Vitti ‘na crozza” è un omaggio alla tradizione popolare siciliana tanto cara e radicata in patria quanto nel mondo.
Il concerto si conclude con “Cantu d’amuri” (canto d’amore) un ultimo omaggio di Codice Mediteraneo alla propria terra.

 

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