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Palermo: al Municipio rientra dalla porta principale il giovane settantenne Leoluca Orlando. E’ buio per gli altri

Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo
Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo

Rientra, da dove era uscito il giorno prima,  dalla porta d’ingresso di Palazzo di città Leoluca Orlando.

Il giovane settantenne Sindaco di Palermo, in campagna elettorale,  l’aveva promesso e ha mantenuto: “…sono pensionato e nella vita non faccio altro. Posso dedicare 24 ore al giorno del mio tempo alla mia città. Non ho Hobby ne vizi amo Palermo.  Questo sarà il mio ultimo mandato… Adesso abbiamo cinque anni di tempo per formare il futuro  sindaco della prossima legislatura…”.

Leoluca Orlando, per gli amici Luca, aveva un piano pronto e un altro (B) pure pronto. Lo statista della rete aveva previsto tutto. E’ riuscito a concorrere facendosi largo a destra e a manca da SOLO anche se lo slogan recitava “facciamo Squadra”.

Si, proprio così. La squadra di Leoluca  è formata da un bomber-capitano-difensore e pure portiere che si chiama ORLANDO.

Orlando e Palermo sono oramai un’unica cosa. Seppur odiato e amato contestualmente i cittadini non sanno fare a meno di lui.  Leoluca è il sindaco di Palermo come la Chiesa è del Papa.

L’aggregazione creatasi dentro il suo progetto per Palermo fece immaginare da subito che il Capo era incondizionatamente lui. Indiscusso e sublimato dai tanti leader di movimenti e partiti.

Hanno chinato il capo al CAPO e tutti: da Cardinale a Lupo come da Alfano a D’Alia finanche  Dragotto e famiglia da ossessionati nemici  a umili collaboratori  di progetto.

Praticamente a Luca i “conti appattavano” senza fare sforzi e promesse.

Orlando era il più forte e l’unico a cui potere chiedere “spazio” politico in un momento drammatico e di disagio dei leaderini.  Cosi fu. Cosi è stato.

Gli uscenti così  come da previsione lasceranno il palazzo per ritornare  a vita comune senza il COMUNE.

Al  Comune, ad ogni modo,  giungeranno ottimi consiglieri che hanno già dimostrato amore per Palermo e per i cittadini. Ne citiamo qualcuno in attesa dei dati definitivi:  Ottavio Zacco, Giusto Catania, Barbare Evola, Giulio Cusumano, Fabrizio Ferrara, Sandro Terrani,  Marianna Caronia, Elio Ficarra, Claudio Volante, Giovanni Tarantino,  Francesco Paolo SCARPINATO, Dario CHINNICI, Salvatore Ugo Forello, Igor GELARDA, Sabrina Figuccia, Giulio Tantillo etc.

MA quanti  trombati sono rimasti fuori?

Tanti ma sopratutto emerge quella del Cantiere Popolare di Saverio Romano castigato dagli elettori così  come quella dell’UDC di Esterina Bonafede.

Gli altri… Mah!

 

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