Cultura

Palazzo Branciforte ospita Tradizioni in Viaggio di Mimmo Cuticchio

Mimmo Cuticchio, foto di Giada Mercadante

“La tradizione è un’esperienza che passa da padre in figlio o da maestro ad allievo. Ma non bisogna intenderla sempre la stessa. Possiamo paragonarla all’acqua di un fiume che, pur scorrendo sempre tra gli stessi argini, non è mai la stessa acqua”

Domani 8 dicembre 2012, apre al pubblico la mostra Tradizioni in Viaggio, a cura di Mimmo Cuticchio, nello spazio del Monte di Santa Rosalia, all’interno di Palazzo Branciforte. La mostra resterà fruibile fino al 3 marzo 2013. La mostra, presentata oggi alla stampa, fa vedere la nuova collezione di pupi del maestro Cuticchio, pupi nuovi,  per nuove messe in scena. Non solo Orlando e le vicende dei paladini, ma tematiche rinnovate, con linguaggi attuali,  per fare avvicinare i giovani al teatro vivo dell’opera dei pupi.

“Il pupo non è, racconta Cuticchio, un fantoccio, ma è un personaggio, con la propria storia, e comunica costantemente”.  Mimmo Cuticchio parla con i suoi pupi, danza con loro, ride con loro e fa rivivere storie avvincenti. La  vera novità  della mostra è la tradizione che rivive, che si rivede in quei costumi, in quelle armature e in quelle storie. La mostra si dispiega per sei teatrini, con un susseguirsi di storie  che vanno da Ulisse e Polifemo, Tancredi e Clorinda, Don Giovanni, San Francesco, e le storie di Gesualdo, principe di Venosa.  Uscendo dal boccascena, il maestro Cuticchio si rivede in Ulisse, alla ricerca di Itaca. Mimmo Cuticchio, grande corpo narrante, tonante e giocoso, assume e trascina ogni personaggio, ogni vicenda. Ogni pupo è fatto in legno, teste in cipresso e corpi in faggio o abete a seconda se sono uomini o donne. I costumi sono fatti tutti a mano e riprendono i costumi dell’epoca.

Nel 2001 l’Opera dei Pupi viene riconosciuta dall’Unesco,  patrimonio immateriale dell’umanità. Non poteva Palazzo Branciforte, ridato alla città grazie al preziosissimo intervento di Gae Aulenti, non ospitare questa mostra che fa rivivere la tradizione dei pupi, le tecniche tradizionali, il cunto.

Cuticchio conclude: “L’invito di Civita Sicilia a realizzare una mostra di pupi all’interno del Monte di Santa Rosalia di Palazzo Branciforte, è stato accolto dalla nostra Associazione con molto entusiasmo e altrettanto timore – afferma Mimmo Cuticchio – la presenza dell’imponente struttura lignea dell’antico Monte dei Pegni, è talmente forte e suggestiva da provocare al visitatore un’esperienza sensoriale ed emozionale simile, verosimilmente, all’inquietudine profonda che dovevano provare le migliaia di persone costrette, per fame e stenti, a frequentare quel luogo”.

Giada Mercadante

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