Politica

Oscuro virus in circolo nel Pdl. Piazza dimesso, Lehner a ruota libera

 

Pdl allo sbaraglio

Dopo l’incredibile episodio di qualche settimana fa Antonio Piazza, esponente del Pdl, si dimette dalla presidenza dell’Aler. “Prendiamo atto delle dimissioni del presidente dell’ Aler (Azienda lombarda per l’edilizia residenziale) di Lecco, Antonio Piazza. Dimissioni che chiudono una vicenda davvero spiacevole, completamente distante dallo spirito di responsabilità sociale che caratterizza l’operato dell’Azienda lombarda per la casa”. Così l’Assessore Regionale alla Casa, Domenico Zambetti, commenta le dimissioni di Antonio Piazza colpevole di aver forato i pneumatici della macchina di un disabile, dopo che era stato obbligato a levare la sua auto da un posto riservato ai portatori di handicap. E conclude : “Esprimiamo la piena solidarietà e la totale vicinanza a tutte le persone che hanno fragilità maggiori nella vita quotidiana e in particolare alla persona disabile, coinvolta nel gesto compiuto da Piazza”.

Le dimissioni, inizialmente, non avevano neanche sfiorato il pensiero dell’eclettico Antonio Piazza che, in maniera molto democratica, aveva affermato di essere sempre stato “improntato nella massima correttezza nel ruolo svolto  nell’ azienda lombarda per l’edilizia residenziale e sempre puntuale nel suo impiego sia da presidente che da esponente politico”. Un’argomentazione da far cadere le braccia.

Le dichiarazioni del deputato Giancarlo Lehner sono eclatanti e sembrano più una difesa del partito che un commento all’assurdo gesto del collega: “Mio figlio Lapo – un nome, un perchè –  mi ha chiesto “in quale c…o di partito sei finito?’ e la mia risposta non si è fatta attendere. Ebbene, figlio mio, sono finito in un partito dove la Minetti ha preso per il naso Alfano; dove Fiorito non è stato cacciato ma si è autosospeso; dove il succitato Piazza, in luogo d’essere preso a pedate sulle gengive, è stato sollecitato a dimettersi. Eppure, in questo “c…o” di partito, caro Lapo, rimango, sia perché quando la barca affonda solo i topi scappano, sia per vedere se posso con la mia unica arma, la prosa acre e pungente, impedire che affondi nella coprofagia”. Insomma un’impeccabile e poetica analisi “acre e pungente” degna di un dotto manuale di filosofia politica.

 Simone Giuffrida

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