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Orto Botanico: Ferrandelli, interrogazione per tutelare bene storico

 

Fabrizio Ferrandelli (foto da internet)

 

“Tutelare l’Orto botanico di Palermo significa difendere un bene culturale di valenza storica e scientifica che è stato negli anni anche volano economico per lo sviluppo del nostro territorio. Mi spiace notare oggi che condizioni di precarietà in cui versa”. Queste le dichiarazioni di Fabrizio Ferrandelli, deputato Pd all’Ars e segretario della commissione Territorio e Ambiente, che ha presentato un’interrogazione per chiedere al presidente della Regione e all’Assessore per il Territorio e l’Ambiente quali iniziative si intendono portare avanti per risolvere le criticità e garantire da una parte la tutela di un bene di grande interesse per la nostra Regione e dall’altra la tutela dei livelli occupazionali.

 “L’Orto botanico di Palermo, istituzione attiva da oltre due secoli – precisa Ferrandelli – rappresenta un bene di inestimabile valore storico, scientifico, culturale e monumentale non soltanto per la nostra Città, ma per tutta la Regione. Ha svolto negli anni un ruolo sostanziale nell’introduzione e successiva diffusione di colture che nel tempo hanno rappresentato un importante volano economico per lo sviluppo del nostro territorio (basti pensare al nespolo del Giappone o al mandarino). Al ruolo di memoria storico-scientifica si aggiunge poi anche quello di servizio alla collettività, con la fruizione pubblica e l’organizzazione di attività collaterali quali convegni, mostre e fiere-mercato.

Oggi, però, l’Orto botanico non è più quello di una volta. Nel tempo infatti le risorse finanziarie, sia ministeriali che locali (L.R. 19 del 6 aprile 1996) – aggiunge il deputato – si sono drasticamente assottigliate con gravi ripercussioni sulla corretta manutenzione ordinaria e straordinaria dell’intera struttura. Inoltre, il personale organico operante nel Giardino si è ridotto a sei dipendenti e, da oltre 25 anni, le operazioni colturali di manutenzione del patrimonio botanico sono affidate a 22-25 giardinieri assunti a tempo determinato, con scadenza annuale, a cui sembra preclusa ogni forma di stabilizzazione.

 Ma c’è di più. A causa della riduzione delle risorse finanziarie erogate dall’Università degli Studi di Palermo – continua – il monte giornate lavorative dei giardinieri, che fino allo scorso anno si attestava a 179 giornate, grazie al contributo di cui alla L.R. 19/96, nell’anno in corso si ridurrà a 101.

 È necessario un intervento in tempi brevi – conclude il deputato – per evitare che la situazione possa ancora peggiorare a scapito non solo del patrimonio in esso contenuto, ma anche per tutelare il lavoro di chi, negli anni e con estremi sacrifici, ha comunque contribuito a mantenere in vita la struttura”.

 

 

 

 

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