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Orrore negli Usa: 12enne uccide la sorellina e cerca di depistare le indagini

Leila Fowler

Due settimane fa la contea di Calaveras, nord della California, ha vissuto una vicenda che ha tenuto nell’ansia e nella paura più totale un intero paese di 7400 animeLeila Fowler, una bambina di 8 anni fu ritrovata morta in casa con il corpo martoriato da una serie infinita di coltellate mentre era sola con il fratello di 12 anni (i genitori li avevano lasciati da soli per andare a vedere una partita).

Proprio il fratello chiamò la polizia lanciando l’allarme e suggerendo una pista da seguire: “Un intruso è entrato dentro la nostra casa, era alto, aveva i capelli lunghi e grigi, quando è andato via, Leila era morta” – disse. Per giorni e giorni la polizia, guidata dallo sceriffo Kuntz, ha setacciato millimetro per millimetro case, campi, boschi nel raggio di parecchi chilometri, alla ricerca di questo fantomatico killer. Nessuna minima traccia è stata mai trovata; nel frattempo la famiglia della piccola e tutta la contea piangevano con veglie di solidarietà la morte di quella vittima innocente uccisa con una ferocia indescrivibile.

Lo sceriffo, ancora brancolante nel buio, ordina di mantenere il più stretto riserbo sulle indagini per evitare di dare vantaggi all’assassino, ma si intuisce comunque che di lì a poco una svolta avrebbe segnato il caso. E così è: l’assassino di Leila è stato identificato, ma non ha quei lunghi capelli grigi tanto cercati, ma il volto apparentemente angelico del fratello 12enne della vittima. Queste le parole dello sceriffo: “Abbiamo il colpevole dell’omicidio della piccola Leila, è il fratello dodicenne”. Questa frase ha ovviamente suscitato scalpore tra la gente che, se da un lato può ora dormire sonni più tranquilli per l’inesistenza di un killer adulto, dall’altro si interroga sul perché e sul come il fratello sia riuscito con freddezza ad uccidere la sorellina e a mantenere lucidità durante tutto questo tempo.

L’unica spiegazione, oltre un’eventuale gelosia, potrebbe  venire dalla televisione. Qualche settimana prima infatti il popolare serial “Law & Order” aveva trasmesso “BornPsycopath”, un episodio basato sul rapporto fra due bambini, con il fratello maggiore che continua a cercare di uccidere la sorella mentre i genitori ignorano ogni segnale di allarme e rimangono convinti che il figlio non faccia mai male ad una mosca, fino a quando sono gli agenti della polizia a dimostrare che si tratta di un pericoloso psicopatico.

Se fosse davvero così, si scatenerebbero le ire sul fatto che la tv trasmetta programmi del genere, facendo la classica demagogia spicciola. Ciò su cui che invece si deve riflettere è perché i genitori non spiegano ai figli la distinzione tra finzione e realtà, dando per scontato che ci arrivano da soli.

 

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