Cultura

Orlando: “Mura delle Cattive illuminate contro la pena di morte”

Giusto Catania, Salvatore Orlando, Andrea Nucita. Foto di Marco Cirincione

La città Palermo si è sempre distinta nelle battaglie contro ogni forma di violenza. Dopo la giornata contro la violenza sulle donne a cui il Consiglio comunale ha aderito con alcune iniziative, oggi non possiamo esimerci dall’offrire il nostro contributo alla giornata del 30 novembre dedicata alla lotta contro la pena di morte. Per quel giorno verrà acceso l’impianto di illuminazione installato sulle Mura delle Cattive, per esprimere simbolicamente la nostra volontà di opporci alla pena capitale”.

Con queste parole Salvatore Orlando, presidente del Consiglio comunale di Palermo, ha espresso l’intervento dell’Amministrazione a favore della sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi che si oppongono alle esecuzioni capitali, ancora adottate in 58 paesi (perlopiù in Asia e Africa).

Il Comune, grazie al contributo dell’Amg che realizzerà l’impianto di illuminazione permanente, con la valorizzazione del sito storico non intende impegnarsi solo simbolicamente in ambito sociale ed umanitario, come chiaramente sottolineato dall’assessore alla Partecipazione, Giusto Catania: “L’Amministrazione comunale è sensibile al tema in questione. Non si tratta – evidenzia – di un semplice atto effimero. Palermo si impegna fattivamente a collaborare sui grandi temi con atti che vanno oltre il carattere simbolico. L’Amministrazione si propone in questo senso di fare pedagogia, di istruire”.

All’incontro ha partecipato anche Andrea Nucita della comunità di S.Egidio, ente sempre in prima linea a sostegno della vita e netto oppositore delle esecuzioni capitali. Nucita ha delineato un quadro della situazione mondiale in tema di pena capitale ancora drammatico ma in miglioramento: “Ci sono ancora molte condanne – afferma Nucita – che vengono eseguite ogni anno, anche se si negli ultimi tempi si sta verificando un trend positivo con un decremento del numero di esecuzioni nel mondo.

Tra l’altro ricordiamo che la pena capitale – prosegue – non è affatto un deterrente contro i crimini e per gli stati che la adottano rappresenta una spesa più ingente rispetto a quella sostenuta per un condannato al carcere a vita. Noi riteniamo che la violenza non vada combattuta con la violenza. A tal proposito – conlcude – vorrei ricordare la vicenda di Anthony Farina, americano originario di S. Stefano di Camastra, condannato negli Usa per un omicidio che non ha materialmente commesso. La nostra comunità, il Comune di S. Stefano ed altri enti stanno lottando per salvare Farina dall’esecuzione del boia”.

Marco Cirincione

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