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Orlando a Ballarò: “I Comuni abbandonati da questo Governo”

Leoluca Orlando. Foto Archivio

“Vogliamo renderci conto che l’importanza dei Comuni è stata sottovalutata e dimenticata da questo Governo?“. Così Leoluca Orlando, ospite di Giovanni Floris a Ballarò, lancia una stoccata al Governo guidato da Mario Monti, reo, a suo dire, di aver infierito duramente sui trasferimenti statali ai Comuni, la cui crisi e il costante rischio di dissesto per molti di loro è dovuta, secondo Orlando, essenzialmente a questa disparità di trattamento.

Il primo cittadino palermitano nonostante avrebbe dovuto sentirsi di casa, visto il nome del talk show, è stato però messo un po’ da parte nel corso della trasmissione, travolto dal ciclone Renzi, da un Tabacci insolitamente loquace e dal sindaco di Verona, Flavio Tosi, più volte chiamato in causa da Floris.  Lo stesso giornalista romano tra l’altro ha troncato la filippica finale di Orlando, al quale è stato improvvisamente abbassato il volume del microfono.

Prima di questa inopinata chiusura, Orlando aveva parlato di crisi economica e sociale, parlando dei primi mesi del lavoro di Monti e del rischio che corre l’Italia di fare la fine della Grecia. “La Grecia non è l’Italia – ha detto – anche se il rischio che lo diventi c’è,  dato che le immagini che abbiamo visto in Grecia le stiamo vedendo adesso in Italia, dove ci sono i nuovi poveri che si vergognano di non poter pagare neppure le spese di condominio”.

Quindi Orlando ha parlato del bilancio di un anno di Governo Monti. “I primi tre mesi di Monti sono stati illuminanti, soprattutto guardando a chi aveva governato in passato – ha proseguito –  ma continuando a governare si è infilato in una tenaglia, quella dei partiti e delle banche e a pagarne il prezzo sono stati gli italiani che non hanno visto una crescita a fronte dei tanti sacrifici chiesti e ottenuti. Soffrono tutti: gli imprenditori e gli operai. L’Italia – ha continuato – è un paese che vive di servizi, ma qui si sono privilegiate le banche e non i servizi. Il mio modello è la Germania che ha puntato la ripresa economica puntando sui servizi e le imprese”.

Il prendere le distanze dall’operato di Monti è un cavallo di battaglia che Orlando ha continuato a cavalcare anche in altri frangenti del talk show. “Non si può rivendicare il ruolo della politica e poi difendere questo governo che ha consentito alle finanziarie e alle banche di governare – ha rincarato la dose il sindaco di Palermo – Questo governo non ha pensato a quello a cui deve pensare alla politica, che non può delegare il disagio sociale dandolo in mano alla polizia”.

Parlando delle prossime primarie del Pd, Orlando ha inoltre chiarito che “L’Italia dei Valori appogerà qualsiasi candidato a patto che garantisca una discontinuità netta con il Governo Monti”.

Quindi, prima di essere drasticamente stoppato da Floris, il sindaco di Palermo aveva rivendicato il ruolo fondamentale che giocano i sindaci nella vita pubblica. “Noi sindaci non abbiamo nessun vitalizio e certamente prendiamo meno di qualsiasi parlamentare e nessuno può contestare che il lavoro del sindaco è almeno pari a quello di un parlamentare e anzi abbiamo responsabilità più importanti”. 

Poi, mentre parlava delle proposte di Italia di Valori, il cui ufficio di presidenza si è riunito ieri a Roma,  è arrivato il cartellino del rosso del conduttore.

Luca Mangogna

 

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