Cronaca

Omicidio Zito: la moglie in aula ripercorre i fatti

Rosa Anaclio, a distanza di 3 anni, racconta alla Corte d’Assise la macabra sorte toccata al marito Antonino Zito.

“Neanche un animale, neppure un cane viene trattato così”. Rosa Anaclio scoppia in lacrime quando parla del marito ucciso a pistolettate e poi bruciato. Gli imputati sono: Pietro Mazzara, Carmelo Ferrara e Maurizio Pirrotta accusati di omicidio e distruzione di cadavere. Zito, 32 anni, fruttivendolo del rione Falsomiele, fu freddato il 18 dicembre del 2012 con un colpo di pistola alla testa. Il corpo venne ritrovato distrutto dalle fiamme in contrada Spedalotto Valdina, a Santa Flavia.

Rosa Anaclio risponde alle domande del pm Bonaccorso e rompe lo schema del silenzio tipico del mondo in cui è maturato l’omicidio del marito che di quel mondo faceva parte. Zito era stato scarcerato pochi mesi prima del delitto per spaccio di droga, ricettazione e rapina. Libero grazie all’indulto non aveva perso tempo per rimettersi nel giro della criminalità.

La donna, parte civile al processo con l’assistenza dell’avvocato Monica Genovese, sapeva tutto e non esita a ripeterlo in aula: “Aveva avuto contrasti con Mazzara per il controllo dello spaccio. Mazzara si voleva appropriare della piazza. Me lo ha raccontato mio marito. Dopo la sua morte se l’è presa questo Mazzara”. Mazzara ascolta le sue parole in silenzio. “Sono stati loro, se lo sono venduti”, prosegue la donna, ripetendo quando detto poche ore dopo il ritrovamento del cadavere. ” Lo so, sono stati loro. Ero a casa e lui non tornava. Avvertiva sempre. Lo abbiamo cercato tutta la notte. Poi, ho saputo che aveva preso fuoco la baracca”.

La vedova – ha 35 anni – costretta a crescere da sola tre figli. Racconta di essere venuta in aula con la convinzione di “dire tutto davanti al giudice”, anche perché “dovevo difendere l’onore di mio marito”. Si era sparsa, infatti, la voce che il marito avesse “inquietato” la moglie di un detenuto. “Lo hanno messo in mezzo”, taglia corto la donna. Spacciatore, pregiudicato, morto ammazzato: tutto vero, ma Antonino Zito era uno che rispettava la moglie.

Cristina Monti

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