Economia & Lavoro

Olio: Sicilia prima in Italia per aziende rosa

Olio Sicilia (foto da internet)

C’è un primato, in Italia, che la Sicilia dell’olio condivide con la Sardegna: su quasi un’azienda olivicola su tre (sul 31% per la precisione) sventola la bandiera rosa. A condurla è una donna. Sono il 21% quelle dirette da signore nell’Italia nord occidentale, il 7% nel nord est.

Il dato Federdoc è emerso in occasione della rassegna dedicata all’olio extravergine novello (“L’oro verde della Sicilia a cinque stelle. En primeur e di gran classe”) che da oggi a domenica si terrà al Kempinski Hotel Giardino di Costanza, di Mazara del Vallo (Trapani).

Ma di primati, l’extravergine ne vanta più di uno. Così, secondo recenti studi, il suo uso abituale, in cucina, riduce la presenza di colesterolo Ldl o cattivo e aumenta la percentuale di quello buono.

Fa calare il rischio di infarto. Aiuta a prevenire l’arteriosclerosi e rallenta l‘invecchiamento delle cellule grazie a polifenoli e vitamina E. Inoltre, in forza di un antiossidante di nome oleocantale, contribuisce a proteggere dal rischio di alcune forme tumorali.

Sul fronte dell’economia, dalla rassegna di Mazara viene fuori che la Sicilia si colloca al terzo posto, in Italia, per produzione di olio d’oliva di pregio, Dop e Igp; con 1.500 tonnellate, rappresenta il 14% della produzione nazionale.

Meglio dell’Isola fanno la Toscana (4.200 tonnellate) e la Puglia (2.700). Ma sono le province di Trapani e Siena, nel Paese, quelle col maggior numero di oli a denominazione. In Sicilia i consorzi di tutela, sono sei: Val di Mazara, Valle del Belice, Valli Trapanesi, Valdemone, Monte Etna e Monti Iblei. Di essi, sul fronte delle esportazioni in particolare, anche in tempi di difficile congiuntura dell’economia, si distinguono Monte Etna, Valli Trapanesi e Monti Iblei, che oltreconfine realizzano tra il 55 e il 68% del giro d’affari.

Insomma, produzioni export-oriented che per quasi i due terzi, tuttavia, non vanno oltre i confini Ue. Da segnalare anche che in Sicilia, a confezionare il prodotto all’interno della azienda che coltiva è appena il 20% degli operatori. La quasi totalità (80%) si rivolge a coop o a terzi. Probabilmente perché oltre l’80% delle aziende olivicole isolane ha la forma di piccole o piccolissime ditte individuali.

La tre giorni vedrà il coinvolgimento dell’istituto alberghiero di Castelvetrano e di quello tecnico commerciale Ferrara, di Mazara, oltre alla partecipazione di vertici nazionali delle federazioni di settore, accademici, rappresentanti di consorzi, distretti, camere di commercio ed esperti. È prevista la selezione del miglior olio novello della campagna 2012.

A motivare la scelta sarà un panel di assaggiatori a cura della Camera di commercio di Trapani, che si riunirà nei prossimi giorni. Il premio “Olio en primeur 2012” sarà consegnato a novembre nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni.

Quanto al simposio che oggi ha aperto i lavori, vi hanno preso parte: Silvano Ferri, presidente nazionale Federdop; Paola Fioravanti, presidente nazionale Umao (l’Unione mediterranea assaggiatori di olio); Giacomo Dugo, direttore del dipartimento di Scienze dell’alimentazione nell’università di Messina; Sebastiano Torcivia, ordinario di Economia aziendale nell’università di Palermo; Fausto Borella, numero uno nazionale dell’Accademia Maestro d’olio. Poi Gigi Mangia, consigliere nazionale Fipe; Giovanni Tumbiolo, presidente del distretto produttivo della pesca; Marcello Caruso, commissario Irvos Sicilia; Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture dell’assessorato regionale Agricoltura. E Luigi Caricato, critico oleologo.

Domani la kermesse proseguirà tra banchi e isole d’assaggio. Si snoderà attraverso momenti di degustazione e un minicorso di analisi sensoriale. Si accomoderà in un “salotto degli oli”. E culminerà nello spettacolo “Cooking Sicily fish show: a ogni pesce il suo olio en primeur”, che sarà condotto a partire dalle 19, sempre al Kempinski, da Stefano Masciarelli.

In programma pure un “tour dei frantoi” per i partecipanti che arriveranno dalle altre regioni d’Italia.

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