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Ohio: tra aborti e gravidanze nati almeno 5 bimbi

Ariel Castro

Ha destato molto clamore la notizia delle tre ragazze negli Stati Uniti rimaste segregate per oltre dieci anni nell’abitazione di Ariel Castro, autista di bus arrestato assieme ai suoi fratelli. A mano a mano che si va avanti con le indagini emergono particolari sempre più agghiaccianti.

Le autorità hanno perquisito quella che ormai è definita la “casa degli orrori” con l’ausilio di un cane specializzato nella ricerca dei cadaveri; nel giardino posteriore dell’abitazione hanno trovato tracce di terra rimossa e secondo l’emittente locale Newsnet5, l’ipotesi, purtroppo molto reale, è quella di diverse gravidanze, almeno cinque, avute in questi anni. Alcune di queste non sono andate a termine a causa di alcuni aborti: resta da capire se in questo conteggio può essere considerata anche la bambina di 6 anni di Amanda ritrovata in casa. Le ragazze, oltre a periodi più o meno lunghi di malnutrizione, hanno subito spesso e volentieri violenze fisiche, e non solo di tipo sessuale.

La cosa incredibile di questi dieci anni di misteri è che gli agenti federali conoscevano già la casa di Ariel Castro, anche se per altri motivi. Una prima volta intervennero chiamati proprio dall’autista di bus per sedare una lite in strada; una seconda volta invece accadde nel 2004 quando, assieme ai servizi sociali, volevano fare quattro chiacchiere con lui in quanto colpevole di aver dimenticato inavvertitamente un bambino sul pullmino. Una volta arrivati alla porta di ingresso, bussarono senza avere risposta. Da quel momento se ne andarono e non tornarono mai più e l’episodio fu archiviato.

Secondo i media statunitensi probabilmente le ragazze erano prigioniere in camere diverse e legate con catene e legacci in momenti diversi l’una dall’altra.

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