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Odissea a/r: Emma Dante inaugura la nuova stagione del Teatro Biondo

Odissea A-R - Emma Dante
Odissea A-R – Emma Dante

(di redazione) Odissea a/r di Emma Dante inaugurerà, venerdì 28 ottobre alle ore 21.00, la stagione 2016-2017 del Teatro Biondo di Palermo.

Dopo il grande successo ottenuto la scorsa estate al “Festival dei 2 Mondi” di Spoleto, lo spettacolo che Emma Dante ha scritto e diretto per i 23 allievi della “Scuola dei mestieri dello spettacolo” del Teatro Biondo di Palermo approda dunque sul palcoscenico del Teatro che lo ha prodotto.

In scena, i giovani Manuela Boncaldo, Sara Calvario, Toty Cannova, Silvia Casamassima, Domenico Ciaramitaro, Mariagiulia Colace, Francesco Cusumano, Federica D’Amore, Clara De Rose, Bruno Di Chiara, Silvia Di Giovanna, Giuseppe Di Raffaele, Marta Franceschelli, Salvatore Galati, Alessandro Ienzi, Francesca Laviosa, Nunzia Lo Presti, Alessandra Pace, Vittorio Pissacroia, Lorenzo Randazzo, Simona Sciarabba, Giuditta Vasile, Claudio Zappalà.

Gli elementi scenografici e i costumi dello spettacolo sono della stessa Emma Dante, le luci di Cristian Zucaro, il suono di Gabriele Gugliara, mentre Sandro Maria Campagna ha collaborato alle coreografie.

Gli allievi del primo corso per attori della Scuola del Teatro Biondo, diretta da Emma Dante, giungono a questo traguardo dopo un biennio di laboratori e di studi teorici, e dopo aver realizzato, lo scorso anno, un primo “movimento” sull’Odissea, che ha debuttato sul prestigioso palcoscenico del Teatro Olimpico di Vicenza: «Siamo di fronte a un giro di boa generazionale – afferma il direttore del Teatro Biondo Roberto Alajmo – È una nuova stirpe di giovani votata al teatro, che di fatto debutta nella propria città d’adozione, di fronte al proprio pubblico. Una grande responsabilità per loro, ma anche per Palermo».

Ricco di musiche e canzoni, scritte da Serena Ganci e da Bruno Di Chiara, di danze e invenzioni sceniche, che gli attori realizzano a vista, Odissea a/r di Emma Dante è una fiaba ironica e movimentata che, raccontando il ritorno a Itaca di Odisseo, offre una lettura inedita, divertente, dissacrante – e allo stesso tempo fedele – del racconto di Omero.

«Odissea è il viaggio che ogni essere umano fa nel corso della vita – spiega Emma Dante – è il poema che ci ha permesso di interrogarci sui percorsi che segnano il destino, dove il motore di tutto è il movimento verso la propria origine. Dall’incontro con figure umane e sovrumane, ninfe e mostri, pretendenti e mendicanti è nato uno spettacolo ricco di evocazioni fantastiche legate al mito ma anche di riflessioni sulla condizione dell’uomo-eroe, che si dimostra piccolo e bugiardo. Dopo avere errato vent’anni, Odisseo torna a Itaca e l’incontro tra il padre e il figlio ci permette di assistere all’umanizzazione del mito. Di Odisseo, Penelope e Telemaco scopramo i lati più teneri e fragili, i loro difetti, le loro imperfezioni. Una madre e un figlio hanno aspettato a lungo il ritorno del mito e, durante l’attesa, hanno cambiato la propria natura».

«Dell’Odissea mi interessava soprattutto il viaggio inteso come movimento che parte dall’origine per tornare all’origine – aggiunge Emma Dante – La casa di Odisseo è il punto di partenza e quello di approdo, il luogo che si lascia partendo e quello nel quale si torna. Non mi interessava il viaggio come avventura o esplorazione del mondo, piuttosto ho scelto di raccontare il viaggio da una prospettiva familiare: la casa di Odisseo rimane ferma per tutto il tempo del racconto, ma vive e si anima perché chi la abita subisce il passare del tempo e le trasformazioni che ne derivano. Mi interessava lavorare sulla lunga attesa dell’incerto ritorno di Odisseo, un tempo durante il quale il palazzo si deteriora, Penelope si seppellisce dentro la trama luttuosa di una tela infinita e Telemaco compie il suo viaggio di crescita alla ricerca del padre. È stato proprio partendo dalla casa di Odisseo che ho potuto raccontare questa storia in maniera più quotidiana, familiare per l’appunto. Ho voluto rendere terreni gli dei, vestirli come comuni mortali, svestire un uomo dei suoi abiti da eroe e fargli indossare quelli di marito e padre. Quello che ha permesso, a me e ai miei ventitré allievi, di far materializzare i personaggi che popolano la casa di Odisseo è stata una lettura approfondita del testo. Attraverso il nostro laboratorio permanente abbiamo potuto renderlo materia viva, creare lo scheletro di un unico corpo che, nell’arco di due anni, è stato alimentato da una scrittura scenica collettiva e ha dato vita a un movimento di ventitré corpi che ballano, cantano e suonano all’unisono».

 Odissea a/r replicherà al Teatro Biondo di Palermo fino al 6 novembre, per poi debuttare al Bellini di Napoli (dall’8 al 13 novembre), al Teatro Argentina di Roma (dal 31 gennaio al 5 febbraio), al Teatro Verdi di Pordenone (dal 9 al 10 febbraio) e al Manzoni di Pistoia (dal 17 al 19 febbraio).

In concomitanza col debutto al Teatro Biondo, la casa editrice Glifo pubblica il testo dello spettacolo, corredato da saggi critici e immagini, mentre il Biondo lancia il nuovo formato digitale del programma di sala, ricco di immagini e link multimediali, scaricabile dal sito www.teatrobiondo.it sia su pc, sia su tablet e smartphone.

 

 

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