Esteri

Obama vs Romney, l’ultima sfida vinta da Barack

Foto da Internet

Il terzo e ultimo faccia a faccia della corsa alla Casa Bianca 2012, in quella Florida in cui Bush strappò la vittoria a Gore per una manciata di schede (ci si chiede ancora quanto regolarmente), lo ha vinto Obama ai punti. Pareri contrastanti sull’entità della vittoria, ma prevale una generale sensazione che Romney abbia perso di misura.

Obama ha fatto del sarcasmo una delle sue armi più efficaci, e Romney ha subito i  suoi colpi di sciabola, cadendo spesso in imbarazzo. Il Presidente ha sempre il colpo in canna in tal senso. Di recente, ospite da Lettermann, ammetteva sorridendo di aver avviato una produzione di birra dentro la Casa Bianca e di non sapere se è legale o meno. “Come mai ha vinto il secondo dibattito mentre ha perso il primo?” gli chiedeva poi l’anchorman: “Ero riposato dopo aver dormito nel primo faccia a faccia”, rispondeva sornione Obama.

Stavolta era sveglio, invece, il Presidente. Abile nello spostare l’ago della conversazione sulla politica estera, anziché sulla crisi economica, suo punto debole. Romney avrebbe potuto insistere maggiormente a riguardo, partendo dal vantaggio di non aver gestito lui la crisi di questi anni. Si è limitato invece a criticarlo sulle risorse impiegate a salvaguardia dell’industria automobilistica di Detroit (Chrysler, Ford, General Motors), causando un prevedibile effetto-boomerang con cui Obama lo ha accusato di non essere dalla parte dei lavoratori. Romney è stato dunque costretto a passare sulla difensiva, precisando che avrebbe auspicato un salvataggio delle industrie, passando per la bancarotta.

Sugli esteri non c’è storia. “Abbiamo delle cose chiamate portaerei” ha ironizzato Obama sullo sfidante che ha dimostrato una non brillante preparazione in materia. Anche la sua considerazione della Cina come nemico e non potenziale partner perplimeva il pubblico che è sembrato non credere all’ostentato pacifismo di Romney quando il Presidente in carica lo accusava di voler attaccare l’Iran.

“Lei ci farà fare la fine della Grecia!” ha accusato il ricchissimo repubblicano, con la sfrontatezza di chi si rende conto di aver già perso l’incontro. Non gli è bastato però a pareggiare il risultato, che assegna a Obama la vittoria definitiva nella sfida mediatica tra i due.

Tuttavia, il match televisivo può avere un’influenza sul voto tanto determinante quanto relativa. Sette anni orsono assistevamo a professionisti della comunicazione come l’ex cancelliere tedesco Schroeder, capace di recuperare ben 23 punti percentuali in soli due dibattiti a una signora che di cognome faceva Merkel. Oggi, sarà anche per il graduale declino della Tv a vantaggio del Web, questo tipo di confronti sembrano perdere di valore nelle intenzioni di voto.

Così i sondaggi dànno una sostanziale parità tra Obama e Romney, aumentando l’incertezza e, di riflesso, l’attesa di sapere chi sarà l’uomo più potente della Terra.

Andrea Cumbo

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti Potrebbe Interessare:

Close