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Nuovo progetto per le donne vittime di violenza

Riparte il progetto dell‘Associazione ADID per salvaguardare le donne vittime di violenze e in difficoltà. Un progetto lungo quasi 10 anni, finalmente trova la sua realizzazione. L’Associazione Fidelis Onlus ha preso in carica 15 donne e quest’anno grazie al contributo della Regione e del Comune di Borgetto, si potuto ridare il via al Progetto “Centro Antiviolenza A.D.I.D. – Aiuto donne in difficoltá.
“Bisogna ristabilire il primato delle pari opportunità e dell’uguaglianza, – afferma Gaetano Tortorici, Presidente Associazione Fidelis Onlus – trasferire sul territorio tutte le conoscenze e gli strumenti nella lotta contro ogni forma di violenza e innescare le condizioni che facciano emergere l’enorme sommerso che ancora c’è, mettere in sicurezza le famiglie, per salvare la vita alle donne e proteggere quella dei bambini”.
Il Centro antiviolenza A.D.I.D. Aiuto donne in difficoltà è stato, in questi anni, un laboratorio di azioni concrete nell’assistenza e supporto a vittime di violenza, ed ha sviluppato un piano di servizi territoriali che ha cambiato da un lato il tessuto socio-culturale del territorio, mediante seminari e convegni, e dall’altro versante ha dato risposte a quelle donne e minori che si trovavano in gravissime difficoltà per via della violenza intra familiare ed extra familiare subita.
Quest’anno grazie al contributo del Comune di Borgetto, che ha consegnato una sede adeguata per la realizzazione del Centro Antiviolenza, inoltre, la realizzazione di una Rete Antiviolenza (Rete Antiviolenza A.D.I.D.) che nascerà dalla stipula di vari protocolli d’intesa tra gli attori istituzionale del Territorio consentirà la costruzione di un supporto stabile e sinergico nei confronti della donna vittima di violenza.
“Il Centro Antiviolenza A.D.I.D. (Aiuto Donne In Difficoltà) – conlude Ines Mazzotta, responsabile del Centro ADID – si pone come scopo prevenire e contrastare la violenza di genere in ogni sua forma. La metodologia di intervento, si basa principalmente su un lavoro di educazione – rieducazione, ovvero tirare fuori dalla donna vittima di violenza le sue risorse, lasciando in lei progressivamente segni per un cambiamento positivo, aiutandola e sostenendola a dare forma al suo progetto di vita”.

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