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“Nuovo Patto” il documento consegnato al Presidente Crocetta

Crocetta. Foto Internet

In data 20/02/2013 il M.A.A.S “Movimento Attivista Azione Siciliana” incontrava il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, consegnando sulle proprie mani un Documento che in breve evidenziava gli articoli fondamentali dello Statuto Siciliano che avrebbero potuto alleviare e risollevare le sorti del Popolo siciliano. Ad oggi, quelle istanze portategli dal M.A.A.S. a nome e per il Popolo non sono state disattese, ad oggi, quel Documento denominato “Nuovo Patto” è attuale più che mai.

“Nuovo Patto”

Il M.A.A.S. “Movimento Attivista Azione Siciliana”, che ha sempre lavorato con il Popolo e per il Popolo, prendendo atto del momento difficile, che la nostra amata Regione sta attraversando ed avendo ascoltato l’atteggiamento del Presidente Crocetta in difesa dello Statuto Speciale e della dignità del Popolo Siciliano, Si fa portavoce di quanto segue:
Si apre una nuova fase per il Popolo siciliano, questo Patto, Presidente! E’ un invito nel fare di più, ad impegnarsi a far sì, che la nostra amata Sicilia, non cada a pezzi se non si correrà ai ripari. La situazione è oramai insostenibile, la realtà è sotto gli occhi di tutti; per scoprirla basta guardarsi intorno e leggere i giornali.
Crediamo che la risposta agli eventi siciliani di questi ultimi anni, al fallimento di certa politica, alle ipocrisie e alle malvagità perpetrate nei confronti del Popolo siciliano, possa essere tutta incarnata e risolta nel “Nuovo Patto” che le chiediamo di stringere con il nostro Popolo, il suo Popolo…la sua gente!! la migliore risposta oltre le tante parole e i maldestri tentativi di spiegare l’inspiegabile da chi lo ha preceduta.

La Sicilia rischia l’asfissia, non merita un destino, tanto oscuro, quanto disperato, questa terra ha già dato, la Sicilia appare segnata da una tendenza al declino, generale e diffuso, è stata spremuta fino all’inverosimile, una Sicilia bloccata nel suo sviluppo naturale, segnata dalla disoccupazione, dal lavoro nero e dal precariato, sfregiata dall’abusivismo edilizio, con una sanità pubblica disastrata, e come se non bastasse piccole e medie imprese chiudono creando altra disoccupazione. Il seme gettato nella terra è morto da più di 66 anni, dalla mancata attuazione dello “Statuto D’Autonomia” che doveva portare ben’essere e prosperità all’isola ma che ha prodotto una politica clientelare e suddita, causando danni molteplici, per non dire devastanti per la Sicilia.

Nel Marzo del 1957 la Corte Costituzionale con una propria sentenza rendeva nulla la competenza dell’Alta Corte Siciliana dichiarandola assorbita dalla propria, facendo fuori quell’organo di vigilanza e legalità che, nella maggioranza dei casi, dava ragione alla Sicilia e torto allo Stato. Senza l’Alta Corte, lo Statuto perse inevitabilmente potere sino a divenire evanescente, o peggio ancora, un oggetto misterioso quasi ingombrante. Ad oggi, in pochi ne conoscono il reale valore economico che, risolverebbe la stragrande maggioranza dei problemi dei siciliani se solo fosse applicato in alcuni punti focali di cui n’è composto, vedi l’articolo 35-36-37-38 garantendo alla Regione Siciliana entrate fiscali altamente maggiori di quelle che attualmente le vengono erogate dallo Stato centrale. L’Alta Corte della Sicilia quindi è simbolo dell’autonomia tradita e boicottata, urge ripristinarla nel più breve tempo possibile per tutelare i diritti dei siciliani così come concepita nel nostro Statuto salvaguardando l’Autonomia Siciliana ed il benessere del suo Popolo. Il Presidente della Regione, ha la legislazione esclusiva.

Anche la rivalutazione degli estimi catastali della manovra Monti non dovrebbe avere alcun effetto in Sicilia Giacché l’urbanistica, in regime, l’ordinamento ed il controllo degli enti locali (Comuni) spetta alla Regione Siciliana Art. 14-15 in aggiunta all’Art. 21 che cita testuali parole: Il Presidente è Capo del Governo regionale e rappresenta la Regione. Egli rappresenta altresì nella Regione il Governo dello Stato, che può tuttavia inviare temporaneamente propri commissari per la esplicazione di singole funzioni statali. Col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione. Come si può delineare esplicitamente dagli Articoli sopracitati, “Lo Statuto Speciale Siciliano” è quel magnifico strumento che, garantirebbe alla Sicilia ed alla sua gente il salto di qualità in termini di ricchezza ed dignità che in anni passati sono stati calpestati e quasi azzerati.

Nonostante tutto, sono sorti tanti focolai di consapevolezza, che continuano e guardano lontano, che si fanno strada e chiamano tutti, ma proprio tutti nessuno escluso, alla propria responsabilità. Lei in primis Presidente, sta dando prova di grande coraggio ed attaccamento alla Sicilia ed il suo Popolo. Non lasciamoli spegnere precocemente né ardere invano, per amore di questa terra. Sotto la superficie di questo mare cupo si agitano insofferenze e fermenti di cambiamento che premono per emergere, in attesa di un segnale autentico di liberazione quindi non sarebbe meglio parlare di riscatto della Sicilia, della nostra identità e delle nostre ricchezze? “Bisogna pretendere la Sicilia, non lasciamola all’oblio, all’oscurantismo ed alla decadenza, diveniamo noi siciliani artefici di noi stessi”.

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