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“Nuda – Arti e Culture Contro la Violenza sulle donne” alla Real Fonderia

Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un evento che quest’anno vede Palermo protagonista con un grande appuntamento – da lunedì 25 a sabato 30 novembre alla Real Fonderia alla Cala in piazza Fonderia – intitolato “Nuda – Arti e Culture Contro la Violenza sulle donne”.

Cinque giorni di manifestazioni che prevedono il coinvolgimento di numerose realtà artistiche e culturali del capoluogo siciliano, che si confronteranno sui temi della violenza sulle donne, argomento, purtroppo di estrema attualità.

Il tema sarà trattato attraverso dibattiti con esperti, mostre d’arte, performance di teatro, concerti e laboratori.  Si comincia lunedì 25 novembre alle 18 con una tavola rotonda intitolata “Mostra è donna”.

La data del 25 novembre è stata scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. L’assassinio delle sorelle Mirabal è ricordato come uno dei più truci della storia dominicana.

«La manifestazione – dicono le curatrici Chiara Alia Tortomasi e Marina Vermiglio – rappresenta un’occasione per mettere “a nudo” i meccanismi più intimi ed inespressi della violenza. Musica, teatro, danza, cinema, operatori culturali e sociali, incontrano la cittadinanza affrontando, attraverso molteplici punti di vista, le tante sfaccettature del femminicidio e della differenza di genere. Scenografia della manifestazione sarà una Collettiva d’arte visiva e multimediale che della violenza ne racconta i meccanismi, il dopo, le macchie, le sensazioni, le dipendenze, il vuoto, spostando lo sguardo continuamente dalla donna all’uomo e viceversa, sino allo spettatore stesso, con un video interattivo. L’obiettivo è impegnare il fruitore in continue attività e riflessioni, incoraggiandolo ad essere parte attiva nella costruzione del senso civico e culturale della comunità nella quale vive quotidianamente. Un dato importante, è l’ampia adesione di gruppi, artisti, associazioni e operatori che hanno aderito con entusiasmo alla manifestazione».

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