Cronaca

Norman Zarcone, sabato 13 manifestazione in sua memoria

Norman Zarcone

Il 13 settembre prossimo, sabato, saranno i Malatempora a chiudere la giornata di eventi che caratterizzano la manifestazione in memoria di Norman Zarcone, nella quarta ricorrenza della sua morte. Norman infatti, non è scomparso o passato a vita migliore (stucchevoli eufemismi del liberticida politicamente corretto): egli è morto, pur rimanendo vivo nella memoria, nel ricordo e nell’esempio etico.

Ma prima ancora saranno diversi artisti a ricordarlo con le loro musiche d’autore, compreso il padre, Claudio, che salirà sul palco col suo basso elettrico vintage al seguito di una band di musicisti riunitisi per l’occasione.

Non mancherà tuttavia la fiaccolata da Lettere fino allo “Spazio Generazione Norman” (edificio 19 della cittadella universitaria) – che vedrà la partecipazione del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando –  il cui leitmotiv sarà: “La conoscenza, l’èthos, la passione civile, la filosofia, la musica, il giornalismo. In breve, la memoria di Norman Zarcone”.

Infatti, al di là dell’aspetto artistico della manifestazione, vi è una fortissima componente simbolica della stessa: Norman muore per fare ascoltare una voce, la sua, pur attraverso la soluzione più dolorosa e tragica.

Bisognerebbe leggere almeno questi passi del libro “Suicidi” (Mimesis edizioni, a cura di Anna Simone), nel capitolo dedicato a Norman, scritto dalla ricercatrice napoletana Sara Fariello, la quale ha centrato il cuore del dibattito con piglio sociologico e senza l’emotività che accompagna naturalmente un genitore, un amico: “[Norman] decide di suicidarsi… egli decide di auto-infliggersi la morte per protestare contro le baronie universitarie e il sistema delle raccomandazioni che penalizza i giovani talenti. Quella di Norman è stata, evidentemente, non una scelta fatta d’istinto o prodotta dalla disperazione, ma una scelta maturata nel corso degli ultimi mesi nei quali rifletteva sul concetto di suicidio… Oggi  Norman è, dunque, il simbolo di un’intera generazione di studenti e precari che, non a caso, è stata definita “Generazione no future”… una generazione mortificata, defraudata dei propri sogni e della capacità di guardare al futuro… la cui esistenza è caratterizzata da disoccupazione, precarietà e incertezza”.

«Non esiste una reale volontà politica di porre fine al fenomeno delle baronie e dei concorsi truccati. Non sta certo a me trovare il deterrente, ma qualcosa in più la classe politica dovrebbe fare, per uscire quantomeno dalla complicità consapevole, per restituire all’università italiana, oggi decaduta a mercatino rionale, il suo ruolo formativo originario. Ma è notorio, nessun tacchino accetterebbe mai di allestire un cenone di Capodanno. La politica, purtroppo, fin qui non ha fatto altro che nascondere la polvere sotto il tappeto, affinché nessuno la vedesse. Ma quella polvere è sempre lì, basta sollevare un lembo di tappeto per rimettere in circolo quegli indesiderati granelli di pulviscolo», commenta amaramente Claudio Zarcone.

Il quale continua: «Nell’urlo accusatorio (ancora purtroppo inascoltato) di mio figlio contro i “padroni del Sapere”, i mafiosi di Stato, i nepotisti e i tagliagole legittimati dalle istituzioni, c’è tutta l’ingiustizia della quale è capace questa italietta ipocrita ‘di macerie e polvere’, ‘porca’ (per dirla con Vittorio Sereni), ‘buttanissima’ almeno quanto la Sicilia di Pietrangelo Buttafuoco, peraltro generatrice di un sistema malato, deviato, che non tentenno a definire  di stampo mafioso».

«Mi sento già dannato in questa terra – conclude Claudio Zarcone – al pensiero che non potrò mai condividere la Bellezza dei miei nipoti con mio figlio Norman. Che non potrò mai vederli giocare insieme. Mi assale una voglia di prendere a calci nel culo tutti i manutengoli e i sudditi di quei tetri buffoni, se penso che Norman senior, mio figlio, non potrà mai dare lezioni di pianoforte a Norman junior e a Ruben, i suoi nipoti; che non potranno mai suonare insieme, che non potremo mai più suonare insieme, che non potremo mai più essere una famiglia».

Programma della manifestazione

–  ore 17,30  Santa Messa presso la parrocchia S. Giovanni Bosco, via Messina Marine, 259 (angolo via Amedeo d’Aosta) –  Palermo

–  ore 19,00 Fiaccolata dalla Facoltà di Lettere fino allo “Spazio Generazione Norman” – Cittadella universitaria, ed. 19 – viale delle Scienze, Palermo, con la partecipazione del Sindaco, Prof. Leoluca Orlando

–  ore 20,30 Concerto all’aperto presso l’edificio 19 della Cittadella Universitaria, viale delle Scienze, Palermo (ingresso libero), con la partecipazione di “HARD SOUND ART”, piattaforma online sulla quale i protagonisti della cultura underground si incontrano:

Aprirà Alfredo Daidone, seguiranno, Mirko Ciaramitaro, Fulvia Lo Cicero, Marco Canzoneri.

Improvvisata Band (Claudio Zarcone col suo basso vintage, Angelo Scuderi, Leonardo Bartolone, Tommaso Sciortino, Andrea Chentrens). Chiuderanno, I Malatempora, gli amici di Norman (Peter Delfino, Andrea Chentrens, Gabriele Confaloni, Giovanni Liguri), proporranno i brani del loro nuovo CD, “Spazi vuoti”, insieme ai più importanti del vecchio repertorio, come Ennezeta, iniziali di Norman Zarcone, dedicata all’amico mai dimenticato.

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