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Norman Zarcone, icona di una generazione

Norman Zarcone foto Internet

Sono passati due anni da quando Norman Zarcone si è tolto la vita a 27 anni, lanciandosi dal settimo piano della facoltà di Lettere e Filosofia per protestare contro le baronie feudali che serpeggiano all’interno dell’università.

Era il 13 settembre 2010 e da allora Norman è diventato l’icona di una generazione di giovani dal futuro incerto. Il padre di Norman, Claudio Zarcone, 53 anni, dipendente regionale in pensione, in questi giorni ha presentato un esposto alla Procura di Palermo contro il ministro del lavoro, Elsa Fornero.

Il ministro infatti la settimana scorsa, riferendosi ai giovani e alla loro ricerca di un’occupazione, aveva usato l’aggettivo inglese “choosy” ovvero schizzinosi. Per la Fornero i giovani di oggi non si vogliono “sporcare le mani”, non si accontentano, visto il periodo di crisi, a lavori anche umili.

“ Non è possibile che esponenti del governo continuino ad usare questa terminologia riferendosi ai giovani, poiché viene offeso il percorso individuale, umano e professionale di un’intera generazione di talenti che non godono di particolari garanzie o di un nome altisonante. In questo modo mio figlio viene ucciso ripetutamente.”

Queste le amare parole di Claudio Zarcone, che dice di aver voluto lanciare un messaggio forte di meritocrazia e legalità. “ Questa generazione viene quindi delegittimata, frustrata e mortificata. Viene considerato sfigato chi non si laurea in 3 anni. Mio figlio aveva due lauree con lode e un dottorato al terzo e ultimo anno senza borsa di studio. Non era uno sfigato né tantomeno un bamboccione. Faceva persino il bagnino d’estate per guadagnare qualche soldo.

Il governo fa di tutto per demotivare i giovani mentre dovrebbe togliere molte rendite di posizioni, soprattutto quelle di un’agenzia, come l’università, che ha il compito di formare i nostri giovani”.

Alessandro Marsala

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4 commenti

  1. L’articolo è buono, breve, conciso, dice quasi tutto di questa ultima vicenda. Voglio chiarire che di anni ne ho quasi 58 (così, tanto per la cronaca). Ma soprattutto voglio spiegare perché mio figlio non era (è) “choosy”. Due lauree con lode in filosofia della conoscenza e della comunicazione e in filosofia e storia delle idee. Un dottorato di ricerca in filosofia del linguaggio al suo ultimo anno, pressoché concluso. Fra la seconda laurea e il dottorato (senza borsa) Norman si era iscritto in Fisica ed aveva sostenuto “Analisi matematica”, prendendo 28 a primo appello. Lui che proveniva dal classico e da filosofia aveva cuccato un bel 28 in una materia scientifica. E sì: perché Norman si era specializzato in princìpi filosofici di meccanica quantistica. Adorava l’epistemologia. Ma allo stesso modo era un valente musicista (piano e chitarra) e un giornalista. Tant’è che l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia ha intitolato alla sua memoria due borse di studio.
    Questa è la notizia battuta dall’agenzia di stampa Adnkronos:
    Palermo, 27 feb. – (Adnkronos) – Il Consiglio dell’Ordine dei giornalistidi Sicilia ha istituito una borsa di studio dedicata a Norman Zarcone, il giovane ricercatore universitario suicidatosi nel settembre 2010.
    Per ricordare Norman, che quando mori’ aveva appena superato brillantemente il colloquio per l’iscrizione nell’elenco dei pubblicisti, l’Ordine di Sicilia ha deciso di premiare gli aspiranti pubblicisti che, a insindacabile giudizio delle commissioni esaminatrici, sosterranno i migliori colloqui. Le borse di studio Norman Zarcone saranno due per ogni sessione e verranno assegnate, a cominciare dal prossimo aprile, una dalla commissione che si riunisce a Palermo, l’altra da quella commissione che tiene i colloqui ad Acireale (Catania).
    (27 febbraio 2012 ore 15.02)
    Norman faceva il bagnino d’estate, 12 ore al giorno. Tutto questo a 27 anni. Non vi sembra così poco “choosy”?

    Claudio Zarcone

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