Cronaca

Niente Imu per la Chiesa, il Consiglio di Stato dice no

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L’applicazione dell’Imu alla Chiesa non s’ha da fare. Così ha deciso il Consiglio di Stato, che ha bocciato il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’applicazione dell’Imu anche agli enti non commerciali, comprese quindi le proprietà della Chiesa, dei partiti, dei sindacati, associazioni e altre attività “no-profit”.

Nella sentenza dei giudici di Palazzo Spada si legge che “non è demandato al ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell’esenzione Imu per gli immobili degli enti non commerciali”. In poche parole il Ministero è andato oltre il potere conferitogli dalla legge.

Il Consiglio di Stato ha valutato fin troppo interpretativi i criteri atti a specificare la natura non commerciale di un’attività, parlando espressamente di “diversità ed eterogeneità” rispetto alla questione degli enti misti, quelli sia commerciali che non commerciali, specificando di seguito come questa sia la “conferma che si è in presenza di profili, che esulano dal potere regolamentare in concreto attribuito”.

Secondo la precedente normativa introdotta nel 2005 dal governo Berlusconi, l’esenzione riguarda tutti gli immobili ecclesiastici. Per fare un esempio, citando il Corriere della Sera, ad un albergo basta avere all’interno una cappella in cui settimanalmente si celebra messa per essere esente dal versamento dell’Imu.
Normativa che non è andata molto a genio alla Commissione dell’Unione Europea, che dal 2010 ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per “aiuti di Stato illegittimi”. Proprio per evitare una condanna praticamente certa, l’attuale Primo Ministro Mario Monti aveva deciso di apporre delle modifiche alla normativa, ricevendo all’inizio del 2012 un plauso dalla stessa UE, che aveva anche auspicato la chiusura della procedura d’infrazione ai danni del nostro Paese.
L’approvazione di questa legge avrebbe dirottato nelle casse dei comuni ben 600 milioni di euro, come stimato dall’Anci. Secondo il Vaticano, però, si tratterebbe di cifre di molto inferiori. Adesso la palla passa al Ministero dell’Economia che sarà costretto a emanare un nuovo decreto legge entro la fine dell’anno, in quanto la norma che prevedeva il pagamento dell’Imu per gli immobili misti entrerà in vigore a partire dall’1 Gennaio 2013.

Paolo Guagliardito

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3 commenti

  1. In effetti l’Unione Europea è già intervenuta e, stando così le cose, quindi con la non approvazione entro il 2013 del decreto legislativo, l’Italia rischia pesanti sanzioni. Inoltra il Vaticano pagherebbe anche tutti gli arretrati, e non sono sicuro che gli convenga…

  2. sono d’accordo con Njoror.Penso che l’esenzione dall’Imu degli immobili che non producono profitto solo per quelli della Chiesa, sia una norma anti costituzionale in quanto viola il principio secondo il quale tutti siamo uguali.Perciò,io,avendo un immobile che attualmente non mi da profitto,non dovrei pagare l’Imu.Quando avrò reddito,comincerò a pagare.Penso che la Corte Costituzionale dovrebbe intervenire…….

  3. La mia abitazione non produce profitto, perché devo pagare l’Imu? Eppure le canoniche dei parroci e le associazione sindacali che fanno pagare la quota di iscrizione rimangono esenti. C’è qualcosa che non va.

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