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News dal Mondo: morta la super centenaria italiana. E la Grecia costruisce un muro…

Dina Guerri, foto internet

È morta in una casa di riposo di Des Moines, nell’ Iowa, la donna più vecchia del mondo. Italiana di  Sant’Andrea Pelago, frazione di Pievepelago in provincia di Modena, Emilia Romagna, Dina Guerri era nata nel 1897 sotto il regno di Umberto I e nel 1920 aveva seguito i flussi migratori verso gli Stati Uniti, facendosi una nuova vita nel “Nuovo Mondo” insieme al marito Riccardo Manfredini, morto nel 1965. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Dina ha lavorato in un fattoria a Valley Junction, città di West Des Moines, dove si era stabilita nel 1939. Madre di 4 figli, al momento della morte avvenuta ieri all’età di 115 anni e 257 giorni ne ha lasciati tre viventi, oltre a 7 nipoti, 7 pronipoti e 12 bisnipoti. È stata la decana dell’umanità per 13 giorni, poiché Besse Cooper di Sullivan County, ex supercentenaria, è morta il 4 dicembre scorso.

In Cina il governo ha deciso di censurare una parte della splendida mostra che verrà allestita a Pechino con le maggiori opere di Andy Warhol. Dieci dipinti raffiguranti Mao, infatti, non verranno esposti durante la mostra prevista per il 2013 nella capitale cinese. Sono presenti, invece, in quella che si sta tenendo con grande successo a Hong Kong.

In Grecia, nonostante la crisi economica gravissima che ha lasciato per strada migliaia di lavoratori e ridotto all’osso gli stipendi di chi ancora – e non si sa per quanto – ha un impiego, il Governo sta ultimando i lavori per la realizzazione di un muro lungo 12,5 chilometri lungo il confine con la Turchia, all’altezza del fiume Evros. Lo scopo? Fermare quasi definitivamente il flusso di migranti attraverso il paese Ellenico. Per farlo, secondo il portale GreenReport.it, verranno utilizzati seimila metri cubi di cemento, 320 km di filo spinato, 800 tonnellate di acciaio e spesi circa 3 milioni e 200 mila euro. Anche se sui costi finali il governo greco si mantiene vago.

In Ohio il 53enne Ronald Post, in carcere dal 1984 per un omicidio compiuto l’anno precedente, si è salvato dall’ iniezione letale grazie al suo peso. L’uomo, infatti, pesa 220 chilogrammi e quando il governatore John Kasich ha annunciato la data dell’esecuzione, il 16 gennaio prossimo, ha fatto ricorso denunciando che, data la sua grande mole, la morte sarebbe stata troppo lenta e dolorosa. L’iniezione, per fare effetto su un corpo così massiccio, avrebbe impiegato fino a 16 ore prima di ucciderlo. Kasich, quindi, senza menzionare la questione del peso ha decretato che Post rimanga a vita dietro le sbarre, senza possibilità di libertà vigilata.

 Valerio Valeri

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