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Nèon porta in scena al Teatro Antico di Taormina “Ciatu” con attori disabili

Si intitola “Ciatu” lo spettacolo, prodotto dall’associazione Nèon, che lavora prevalentemente con attori disabili, che sarà messo in scena in Prima nazionale venerdì 21 agosto, alle 21.30, al Teatro Antico di Taormina.

“Ciatu” (Respiro), con la regia di Monica Felloni e la direzione artistica di Piero Ristagno, inserito nel cartellone del Festival Taormina Arte, rappresenta il ritorno della Nèon al Teatro Antico di Taormina, dopo il grande successo ottenuto l’anno scorso con “Magnificat”.

Nella suggestiva cornice del Teatro Greco, 27 attori animeranno uno spettacolo, contrassegnato dal succedersi di azioni teatrali, intrise di canto, poesia, immagini, musica e danza, in una sequenza appassionata e lieve. “Ciatu”, infatti, è un intreccio di relazioni, nel quale il pubblico e gli artisti ne risultano uniti, grazie a uno scambio di emozioni, possibile attraverso l’uso dei diversi linguaggi.

In scena è il genere umano, nella sua varietà possibile, che si contamina nel linguaggio, si cerca nella parola, si mostra nel gesto, coesiste all’interno di relazioni fatte di specialità ordinarie ed eccezionali.

Lo spettacolo è il quadro di una “scena-mondo”, affidata alla peculiare diversità o disabilità di ciascun attore coinvolto. La differenza diventa così la tela sulla quale arte e natura si iscrivono per generare la bellezza di ogni forma dell’essere vita. Il pubblico, allo stesso modo, è parte integrante dell’opera, nella quale ne risultano esaltate le diversità dei singoli. E così, i ventisette attori, il pubblico e il Teatro diventano un tutt’uno, “un unico corpo che inspira la vita, occhi negli occhi, fiato nel fiato e l’azione del palco si riverbera sulla platea, senza distanze o interruzioni formando un reticolo di respiri vivi”. Ecco perché in “Ciatu” tutto è normale e speciale al tempo stesso.

Le azioni teatrali sono rese lievi dalla maestria di Monica Felloni: il suo modo di fare regia è singolare: mette in azione una libertà espressiva negli attori, che produce interpretazioni personali e originali che si intrecciano come l’ordito e la trama di un tappeto prezioso. La sua regia dipinge con tratto preciso, riduce l’azione scenica fino alla forma perfetta, ispira, incanta per comunicare la propria visione della vita che si alimenta e si combina con quella degli interpreti, come un unico respiro creativo.

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