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Musumeci, il candidato: “Sono io il vero autonomista”

Nello Musumeci (foto internet)

Quest’oggi al Palazzo Reale di Palermo è stata presentata la candidatura alla presidenza della Regione dell’onorevole Nello Musumeci, leader di Alleanza Siciliana; un breve ma conciso monologo del politico catanese ha chiarificato la sua posizione nei confronti di oppositori ed alleati di questa imminente tornata elettorale.

Le tappe che hanno portato alla candidatura di Musumeci partono dalla proposta di una “candidatura aperta” di Adolfo Urso, leader di Fare Italia, alla benedizione del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli il quale indica proprio l’ex sottosegretario al Lavoro come “ottimo candidato per una vittoria finale”.

Sebbene il Cavaliere Silvio Berlusconi avesse individuato in Gianfranco Miccichè il candidato ideale per il Pdl, lo stesso Miccichè, inizialmente, aveva deciso di rifiutare l’investitura consegnando lo scettro di candidato di punta del centro destra proprio a Musumeci.

La notizia che non ti aspetti è però dietro l’angolo e Miccichè decide di candidarsi nuovamente alla guida di Palazzo d’Orleans: “Io ringrazio Gianfranco Miccichè perché mi sento di fare parte di un progetto che lui stesso ha contribuito a creare” spiega Musumeci. “Secondo lui io sarei venuto meno ad una politica autonomista ma non è assolutamente vero. Il mio è un autonomismo puro; ho lasciato Alleanza Nazionale perché non fu accolta la mia proposta di regionalizzazione partitica. Non è possibile che i candidati alla presidenza regionale vengano scelti da Roma.” Se la candidatura di Gianfranco Miccichè è stata indicata dai poteri alti non si può dire lo stesso per quella di Musumeci, palesemente dispiaciuto per alcuni comportamenti nei suoi confronti.

Pur essendo nato all’ombra di Tricoli e Cusumano nell’ MSI siciliano io come presidente della provincia di Catania ho cercato di essere sempre al di sopra delle parti avendo molti apprezzamenti, già dal voto, di svariata gente di sinistra. In politica non bisogna mai confondere l’identità con l’appartenenza. Francamente non conosco le ragioni di questo dissenso improvviso: io andrò avanti per la mia strada.”

Parole che sembrano più un rimpianto che un vero e proprio astio. “Io voglio comunque ringraziare il Pdl, Il Cantiere Popolare e il partito di Pionati per la fiducia ed il sostegno che sto ricevendo; ho sentito il segretario Alfano ed altri rappresentanti di partito e la risposta unanime che ho ricevuto è stata “Vai avanti!”, la stessa voce di migliaia di siciliani che mi sostengono.”

Musumeci lancia con convinzione un messaggio non tanto velato alle altre forze politiche: “Ho lavorato e continuerò a lavorare su possibili alleanze al di là degli schieramenti; non devono cambiare gli uomini devono cambiare i criteri e i metodi di ‘fare politica’. Bisogna rendere conto alla popolazione creando un tramite con i poteri alti attraverso il buon funzionamento delle segreterie dei partiti basato sull’onestà politica. Il mio principale obiettivo è mettere insieme le forze autonome regionali salvaguardando comunque ognuno la propria identità; lancio un appello a chi non ha ancora deciso, per esempio al movimento “Sicilia e Territorio” del sindaco di Ragusa Di Pasquale, e mi auguro che Miccichè faccia un ulteriore passo indietro.”

Attorniato da giornalisti e telecamere il leader di Alleanza Siciliana conclude il suo intervento: “Sono cosciente di muovermi in un terreno minato da lividi e ferite a causa delle vicende degli ultimi anni. Ma riuscirò a spazzare via questo tasso di “odio”, che ritenevo inimmaginabile, perché la nostra Regione merita un atto d’amore per poter riuscire a scrivere un nuovo capitolo di storia con la speranza e l’orgoglio propri della gente siciliana.”

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3 commenti

  1. Musumeci ha fatto molto bene a ringraziare Pionati, il cui fondamentale et prestigioso partito denominato Alleanza di centro, qualora si presentasse con il proprio simbolo, potrebbe arrivare financo allo 0,3%.

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