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Musica, chiude il Santa Cecilia causa azzeramento bilanci. The Brass Group: “La politica rispetti il jazz”

santa cecilia

Il Santa Cecilia chiude. Sono cinquanta i lavoratori a rischio dopo che il Governo Regionale ha deciso di azzerare i bilanci del The Brass Group. I cinquanta operatori dell’ente di produzione musicale definisce “una valutazione razzista” quella del Governo Crocetta che considera il jazz uno stile musicale minore.

“Il fatto che tra gli enti di produzione musicale l’unico che sembri azzerato sia il The Brass Group fa apparire con evidenza che per il Governo della Regione la parità di genere sia una questione che attiene più all’orientamento sessuale, alle religioni, alla razza che alla musica – fanno sapere dal The Brass Group -, sembra infatti che per quest’ultima il Governo abbia le idee molto chiare: i generi musicali in Sicilia, sul piano produttivo, siano quelli puri: la lirica e la sinfonica. Punto. Il jazz e le musiche di origini afroamericane, essendo generi bastardi, non avrebbero diritto di cittadinanza anche se il Parlamento siciliano si è più volte espresso di parere contrarioChiederemo che i sindacati si spendano anche per noi sul tavolo delle trattative e intanto sospenderemo le attività, in attesa di un riscontro che guardi al nostro futuro – aggiungono i lavoratori -. E’ impensabile che ci siano in ambito culturale lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. La cultura è una parola unica. Mai nella storia della Regione Siciliana c’è stato tanto accanimento da parte di un governo verso l’unico ente di produzione di musica jazz”.

Conoscendo sia il Presidente Crocetta che il Presidente Ardizzone e l’assessore Barbagallo m’impongo di credere che ignorino questi fatti – dichiara il presidente della Fondazione Ignazio Garsia – perché saremmo di fronte ad una beffa politica. Il Brass ospita a Palermo i più grandi jazzisti del mondo, offre settimanalmente un palcoscenico ai nuovi talenti del conservatorio e agli studenti del Brass, si lancia in nuove iniziative culturali come quella del cinema e fa lavorare la nostra prestigiosa orchestra con concerti che fanno costantemente il tutto esaurito. Alla luce di tutte queste cose, non è possibile ciò che riporta la stampa. Ci sarà un equivoco. Ne sono certo”.

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Panasci

Giornalista editore e musicista. Da 20 anni anche produttore

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