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Muore Franco Califano: “tutto il resto è noia”

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Poche ore dopo l’addio all’immenso Enzo Jannacci, se ne va un altro grande della musica italiana: Franco Califano.

Personalità eclettica, era malato da tempo, Califano (detto “Il Califfo“) è morto quest’oggi nella sua casa di Acilia dopo che il 18 marzo si era esibito al Teatro Sistina di Roma.

Nato in aereo il 14 settembre del 1938 mentre sorvolava Tripoli, la capitale della Libia, Califano fu una delle celebrità più discusse del panorama musicale (e non solo) degli ultimi anni. Donnaiolo, grande autore di poesie e canzoni (Tutto il resto è noia / Amica malinconia/ Un tempo piccolo) ha fatto sovente uso di droghe non leggere – il suo naso bruciato lo testimonia – che gli hanno portato gravi problemi di salute nonché con la giustizia (finisce più volte in carcere).

Scrisse molte canzoni anche per i suoi colleghi: Minuetto per Mia Martini, Un grande amore e niente più , con la quale Peppino di Capri vinse il Festival di Sanremo del 1973, nonché la splendida E la chiamano estate, scritta a quattro mani con Bruno Martino.

Compose anche molti sonetti, poesie umoristiche (come Cesira e Pasquale l’infermiere) e fu interprete di fotoromanzi e di film.

Dopo essere caduto nel dimenticatoio, riapparve nel piccolo schermo grazie all’imitazione di Fiorello (“eee quattro”) una decina di anni fa; sono seguite le parodie di Max Tortora e Butinar. 24 dischi, 3 raccolte ed altrettanti live all’attivo per Il Maestro, uomo dalla vita dissoluta ma molto vicino alla religione cattolica. Addio Franco.

 

Simone Giuffrida

 

 

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