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Mozione Figuccia, M5S: “Bigottismo medievale e schizofrenica incoerenza del Pd”

Giulia Di Vita

”Inqualificabile bigottismo medievale, ed ennesima incoerenza politica di quel PD che si riempie la bocca di parole come ‘diritti civili’ a livello nazionale, e che mostra una ‘schizofrenia’ di stampo omofobico a Palermo e non solo a Palermo”.

E’ durissimo il commento delle parlamentari palermitani alla Camera del Movimento 5 Stelle al colpo di mano effettuato dal consiglio comunale di Palermo, che in pieno agosto ha approvato con 30 voti a favore (da Forza Italia al PD) una mozione che discrimina le famiglie monogenitoriali, le coppie di fatto, e le coppie LGBTI a Palermo.

”Appare decisamente anomalo – affermano le deputate Chiara di Benedetto e Giulia Di Vita – che la maggioranza ‘bulgara’ di Orlando a parole si professi vicina alle istanze egualitarie e poi nei fatti consenta un atto fortemente discriminatorio a danno di migliaia di palermitani che hanno sfilato per i diritti civili in questi anni nel capoluogo siciliano. Con questo voto il PD ha definitivamente gettato la maschera, chiarendo che la sua posizione in merito ai diritti civili è stessa di Forza Italia, come del resto aveva già fatto alla Camera un anno fa, approvando la legge Scalfarotto, nata per tutelare le vittime di omofobia divenuta invece ‘salva casta omofoba’, grazie alle larghe intese. E dire che quella volta il Pd aveva da mesi l’appoggio garantito e compatto del M5S. La scusa del ‘siamo stati costretti a stare con Berlusconi’ infatti fa ridere i polli. Vuoi vedere che adesso sarà il sindaco Orlando ‘costretto a stare con Berlusconi’?. A questo porterà la svolta piddina di sindaco e consiglio comunale? Voti Idv e ti ritrovi Forza Italia. In linea con la politica nazionale: voti Renzi e ti ritrovi Berlusconi”.

La mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Figuccia, non è altro che un copia-incolla di un testo presentato dalla Lega Nord in più occasioni ed in varie realtà locali del nord Italia.

”I consiglieri comunali – continuano le deputate M5S – con questo voto hanno sancito non solo di ignorare la risoluzione 16 marzo 2000, in cui il Parlamento Europeo chiede agli Stati membri ‘di garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali’, ma si spinge in un campo che primariamente è di competenza statale e non comunale, quale il riconoscimento giuridico dei nuclei omoaffettivi, mostrando tutta la sua superficialità e la scarsa attenzione al campo dei diritti civili che avrebbe meritato ben più ampie riflessioni”

“Dal capogruppo PD Teresa Piccione, che è anche deputata in Affari sociali e quindi più che aggiornata su quanto è accaduto alla Camera sui diritti civili – concludono Di Benedetto e Di Vita – ci aspettiamo pronte spiegazioni. E spiegazioni ci aspettiamo anche dagli altri capigruppo, sperando che almeno leggano ciò che votano”

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