Cronaca

Motopesca sequestrati in Sicilia:”Siamo stati trattati coi piedi”

Motopesca. Foto Internet

‘Di notte avevamo gli incubi: bombe e colpi di mitra. Finalmente siamo a casa’. Lo ha detto Vincenzo Palumbo, direttore di macchina del peschereccio ‘Giulia PG’, che dopo oltre 60 ore di navigazione è arrivato in porto a Mazara del Vallo (Trapani) con a bordo 12 dei 14 marittimi bloccati dallo scorso 7 ottobre a Bengasi dove è rimasto un altro natante mazarese, il ‘Daniela L.’, ancora sotto sequestro e a bordo del quale ci sono due marittimi.

‘Siamo stati rinchiusi per tre giorni in carcere – ha proseguito Palumbo -. Eravamo chiusi in una stanza di otto metri per otto e uscivamo soltanto mezz’ora la mattina e mezz’ora il pomeriggio. Se siamo qui dobbiamo ringraziare sia il console italiano a Bengasi Giulio De Sanctis sia il presidente del Distretto produtivo per la pesca ‘Cosvap’ Giovanni Tumbiolo che ci sono stati costantemente accanto’.

Per Domenico Asaro, comandante del ‘Giulia PG’ ‘la felicità del ritorno è a metà in quanto a Bengasi abbiamo lasciato un altro peschereccio‘. Poi aggiunge: ‘Siamo stati trattati con i piedi. In Libia in questo momento c’è una situazione peggiore di quella che c’era durante il governo di Gheddafi. Dal carcere siamo usciti dopo che e’ stata pagata una ammenda’.

Asaro era già scampato a un sequestro da parte dei libici alla fine di febbraio 2010, quando era comandante del Luna Rossa e sempre ai libici 16 anni fa ha dovuto lasciare un peschereccio, l’Osiride, che gli fu confiscato pur avendo pagato una ammenda di 26 milioni di lire. In quella circostanza fu liberato dopo sei mesi di carcere.

Fonte ANSA

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