Cultura

Mostra “My Own War” di Loredana Longo da sabato 22 marzo alla Gam

Apre al pubblico sabato 22 marzo presso la Galleria d’Arte Moderna di Palermo la Mostra My Own War di Loredana Longo, a cura di Agata Polizzi.

Con My Own War, visitabile fino al prossimo 5 maggio negli spazi per le mostre temporanee della GAM, prosegue il ciclo di esposizioni dedicate ad alcuni tra i più apprezzati giovani artisti siciliani dal titolo “Sicilia contemporanea” realizzato e prodotto da Ars Mediterranea con il sostegno di Elenka, Centro Studi e Banca Don Rizzo, Balarm e con il supporto di Francesco Pantaleone Arte Contemporanea.

“Questa mostra – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo Francesco Giambrone – rinnova un sodalizio, quello tra la GAM e la città, che non si arrende alla crisi culturale che ci circonda, e che anzi trova tra i suoi primi sostenitori proprio i giovani artisti e il pubblico dei giovani. Abbiamo lavorato e continueremo a lavorare in questa direzione per  far sì che questo museo continui a essere “il museo dei palermitani”.

La ricerca di Loredana Longo da cui è germogliata My Own War resta sospesa tra una sceneggiatura visionaria piena di rimandi e la grottesca rappresentazione della realtà, pur lucida nella sua consapevolezza critica. Un lavoro che sovverte ogni regola, che mette in discussione con lucida consapevolezza ogni certezza sulla storia e sulla natura umana; un lavoro che insinua dubbi e sagaci riflessioni sulla valenza sociale del potere nelle sue distorsioni. Loredana Longo con cruda e tagliente ironia porta al paradosso fino a rendere immagini memorie e simboli come svuotati di ogni significato, annientati dalla loro stessa prepotenza. La mostra sintetizza la produzione dell’artista in una chiave cronologica e semantica (investe infatti ormai un decennio) ma lascia anche affiorare aperture verso una riflessione più ampia, matura, lungimirante, pur sempre controcorrente. Alcune delle opere esposte rappresentano per Longo un passaggio “oltre” nella sua crescita professionale, altre sono invece inedite, scenografiche e volutamente ingombranti, nate per questa mostra con uno sforzo creativo intenso e meditato.

My Own War, realizzata per la Galleria d’Arte Moderna parte da una riflessione sulle opere e i temi delle collezioni – afferma Antonella Purpura, direttrice del Museo – con un lavoro che sovverte le tradizionali visioni della realtà per presentare un universo straniante in cui la cifra della violenza e della distruzione sono i punti di partenza per ritrovare nella ricostruzione la bellezza e la giustizia, in una visione che trascende la realtà contingente, i luoghi e le situazioni in una proiezione universale. Distruggere, ricostruire, raccontare e denunziare e nello stesso tempo mostrare quale bellezza la forza vitale dell’arte può mettere in gioco.”

Tra le opere in mostra, My Own Bunker ricostruisce meticolosamente l’esistenza colta nella sua scarna necessità, privata da scorie e distrazioni, è lo struggente tentativo di salvezza dalla sterile abitudine di vivere, è la resa dei conti di fronte al tempo che passa sfuggendo ad ogni controllo. Loredana Longo “incarna”, interpretandolo, il peso della solitudine esistenziale, costringendo se stessa a trovare quanto di più vero c’è in ciascuno di noi.

La performance The Circle girata al Teatro Politeama di Palermo (video diretto da Salvo Cuccia, musiche di Francesco Maria Gallo, abito di Vincent Billeci) e che verrà riproposta venerdì sera in coda all’inaugurazione, somma anni di ricerca all’insegna della spettacolarizzazione, che oramai esacerbata si prende gioco di sé, mascherandosi per rivelare la sua vera natura, essenzialmente drammatica. Longo in questo lavoro amplifica tutto ciò che l’ha caratterizzata per più di un decennio, lo rende paradossale, lo demolisce.

My Own War invade le sale espositive della GAM, ma soprattutto invade il “contesto” architettonico, modificandolo, ribaltando le prospettive, e avvalendosi di linguaggi pertinenti non solo alle arti visive ma anche al teatro, alla letteratura e alla cultura visiva in senso ampio. Loredana Longo è regista di se stessa e di tutta l’impalcatura ideologica della mostra, in cui alterna azione e riflessione, visione e movimento, creando un’esperienza senza dubbio sensoriale e inaspettata.

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