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Mostra “Girolamo Manetti Cusa”, inaugurazione sabato 27 dicembre

Borgo Schirò

Nell’ambito delle attività natalizie dell’Università degli Studi di Palermo, sabato 27 dicembre alle ore 18.30 si inaugura alla Cappella S.Antonio Abate del Complesso Monumentale dello Steri la mostra “Girolamo Manetti Cusa – architetto, ingegnere, fotografo, dal Liberty alla ricostruzione”.

La mostra è dedicata alla figura poliedrica di Manetti Cusa, che fu allievo del Basile, attraverso un’esposizione dei più importanti progetti – circa un centinaio – e delle più interessanti fotografie – circa una cinquantina – realizzati nel periodo dagli anni ’10 ai ’60 del ‘900.

All’inaugurazione interverranno il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Roberto Lagalla, il Presidente del Consiglio Comunale Salvatore Orlando, il Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo Marcella Aprile, il Consigliere Segretario del Rotary Club Antonino Lo Bianco, il Presidente dell’Ordine degli Architetti Francesco Miceli, e il Responsabile delle Collezioni Scientifiche del Dipartimento di Architettura, e consulente scientifico della mostra in oggetto, Ettore Sessa.

Sarà possibile visitare la mostra (ad ingresso libero), tutti i giorni fino al 6 gennaio, dalle 10 alle 18.

La mostra è realizzata dall’agenzia di comunicazione Kappaelle, con il sostegno dell’Archivio Manetti Cusa e della Presidenza del Consiglio Comunale di Palermo; l’esposizione è a cura di Girolamo e Sveva Alagna (Manetti Cusa), il Consulente Scientifico è Ettore Sessa, professore di Storia dell’Architettura dell’Università degli Studi di Palermo; l’Allestimento dei progetti è a cura del Dipartimento di Architettura.

L’evento è patrocinato da Unipa, Dipartimento di Architettura, Ordine degli Architetti e Rotary Club.

Nel complesso delle ricerche sull’architettura siciliana del Novecento, con l’eccezione dei due principali esponenti della seconda parte dell’età contemporanea, e cioè Ernesto Basile e Adriano Zanca, è limitato il numero di studi monografici specifici che riguardano la vita, l’attività professionale o singole opere di progettisti che operarono quel tempo.

Non c’è dubbio che la scena artistica palermitana della grande stagione della “piccola capitale dell’Art Noveau”, fosse animata da Ernesto Basile, che seppe interpretare mirabilmente quel breve periodo di tempo, in un clima di eleganza e raffinatezza che la città ed i suoi abitanti non avrebbero più conosciuto. Ma a questo momento entusiasmante caratterizzato da prosperità imprenditoriale, da ricchezza artistico-architettonica e positive dinamiche sociali e culturali, si passò ad un ridimensionamento delle prospettive negli anni ’20 ed in quelli della Ricostruzione postbellica.

Emerge, in riferimento a quel periodo, l’immagine di una città in fase di profonda trasformazione. In questo mutato e problematico contesto erano presenti e ben operarono alcuni interessanti progettisti che hanno caratterizzato il panorama architettonico palermitano di quegli anni, cui la critica non dovrebbe tardare di assegnare l’interesse dovuto.

Tra queste personalità va ricordato Girolamo Manetti Cusa (1883-1970), la cui intensa attività è testimoniata efficacemente, oltre che dalle architetture realizzate, molte delle quali ancora visibili, anche da una significativa documentazione grafica costituita da disegni e fotografie storiche.

La produzione di Manetti Cusa è rivolta alla progettazione di architetture residenziali legate alla committenza privata, ma anche a progetti a committenza pubblica come l’Osservatorio Geofisico di Gibilmanna; il progetto di ricostruzione della Torre del Faro all’imbocco del Porto di Palermo del 1949, in collaborazione con l’Ingegnere Ugo Fuxa, su incarico del Ministero dei Lavori pubblici nel quadro delle opere promosse per la ricostruzione del Dopoguerra, il complesso rurale di Borgo Schirò.

Non va tralasciato l’interesse e la passione di Manetti Cusa per i nuovi mezzi di comunicazione ed espressione artistica come la fotografia.

Tale interesse fu da lui coltivato sin da giovane, realizzando lungo tutto l’arco della sua vita, un archivio fotografico costituito da oltre cinquemila negativi. Ciò è tanto più rimarchevole in quanto la figura oggi familiare del fotografo amatoriale era agli inizi della sua attività fotografica un’eccezione riservata a pochi, anche in considerazione delle difficoltà dovute per esempio all’utilizzo di lastre di vetro trattate con gelatina al collodio, tecniche quasi esclusivamente impiegate da professionisti della fotografia.

Infine va ricordata l’attività culturale, sociale e umanitaria svolta nell’ambito del Rotary club di Palermo, fin dalla sua costituzione nel dicembre del 1924, quando era Presidente Giuseppe Ardizzone, fondatore e direttore del Giornale di Sicilia e Manetti Cusa ricopriva la carica di consigliere segretario.

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