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Monti: frecciate a Silvio. “Gli italiani non sono cretini”

Berlusconi – Monti, foto internet

Mario Monti si è dimesso. L’ormai ex Premier ha deciso comunque di incontrare i giornalisti per la conferenza stampa di fine mandato, in cui si è tolto più di un sassolino dalla scarpa. Ha rivendicato i successi ottenuti dal suo Governo, ma non sono mancate le bordate, più o meno esplicite, a colui che di fatto ha deciso la fine di questa legislatura.

Berlusconi ha avuto parole di stima nei confronti del Professore, salvo poi definire “disastrosa” l’esperienza del suo Governo, cui, ricordiamo, ha deciso di togliere la fiducia qualche settimana addietro, aprendo di fatto la crisi. Monti ha scelto la linea del silenzio, ma nella conferenza di oggi ha laconicamente commentato le dichiarazioni del suo ex (semi, attuale, futuro? si aspettano nuove mosse e smentite da parte del Cav.) alleato.

Esprimo una parola di gratitudine e di sbigottimento nei confronti di Berlusconi – ha detto Monti. Talora pero’ – ha aggiunto – faccio fatica a seguire la linearita’ del suo pensiero quando si tratta dell’apprezzamento o del non apprezzamento dell’attivita’ del governo. Ieri Berlusconi l’ha definita un disastro, nei giorni prima ho letto dichiarazioni invece lusinghiere. Rimane un quadro di comprensione mentale che a me sfugge – continua il premier dimissionario – e che non poteva costituire base per l’accettazione di una proposta peraltro generosa come quella di prendere la leadership dei moderati“.

L’atteggiamento da puparo del Cavaliere, leit motiv della sua esperienza politica, finanziaria ed editoriale, a Monti non va giù. Facciano altri da marionetta – ha sostanzialmente lasciato intendere l’ex premier – non io. Berlusconi ha sempre riconosciuto il suo prestigio, tanto che ha ammesso di averlo sempre corteggiato, anche durante le precedenti legislature, offrendogli più volte il Ministero dell’economia. La sua proposta di guidare i moderati equivarrebbe per il Professore a cedere a un ricatto, una manifestazione di debolezza nei confronti di chi sarebbe in grado di decidere, come e quando vuole, le sorti di Governo e Paese.

Monti ha fatto capire, tramite un’intervista a Eugenio Scalfari, che difficilmente si ricandiderà. Ancora meno plausibile un sostegno a Berlusconi, che nel frattempo impazza in ogni trasmissione televisiva per attaccare, oltre che chiunque osi rivolgergli domande poco gradite, il Governo tecnico e le sue tasse. Il Professore ha ammonito riguardo a “pericolosissimi e illusionistici passi indietro” riferendosi alle promesse di Berlusconi e del Pdl, definendo “un appello altamente attrattivo sul piano popolare: quello di togliere l’Imu oppure reintrodurre altre tasse o introdurre il concetto che pagare le tasse e’ lasciarsi mettere le mani dello Stato nelle proprie tasche“. “E’ bellissimo – ha aggiunto Monti  – ma, senza altre manovre, chi governerà un anno dopo, non cinque anni dopo, dovrà rimettere l’Imu doppia”.

Il Premier dimissionario ha paventato poi uno scenario di accuse al suo Governo legate alla decrescita, ma “gli italiani non sono cretini” ha detto. “Come si fa a pensare, dopo interventi così pesanti su pensioni, tasse, rinuncia al trattamento economico in settori nevralgici, che la crescita derivasse da questo?” Il riferimento al Cavaliere stavolta non è esplicito, ma i sospetti su chi sia il principale destinatario delle sue graffianti parole si sciolgono al momento di citazioni latine dal suono familiare, inerenti la giustizia:  “Io credo che siano meglio leggi ad nationem che ad personam relativamente al comparto giustizia, dove abbiamo avuto blocchi non proprio da sinistra”.

 

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