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MISE: al via la rottamazione delle frequenze di conflitto, mazzate anche per la Sicilia

Milano, Evolution Media 2014: Editori tv a confronto nell'era digitaleMISE: al via la rottamazione delle frequenze di conflitto, dentro anche la Sicilia

Una nuova “mazzata”, seppure prevista, giunge nelle capocce di alcuni editori siciliani: dal Ministero dello sviluppo economico (www.mise.gov.it)  è stata pubblicata la determina 2 febbraio 2016 con cui il Ministero conclude la procedura di “rottamazione” delle frequenze gestite dagli operatori di rete “locale” della Sicilia che in qualche modo disturbano o interferiscono con le frequenze degli operatori di rete degli Stati vicini.

La determina pubblicata esplicita, tra l’altro,  gli esiti dell’attività d’istruttoria  presentate dai soggetti partecipanti (idonee e non)  relative alla procedura di rottamazione volontaria dove è prevista una indennita economica a compensazione.

Il provvedimento colpisce con determinazione  una ventina di emittenti locali siciliane con la revoca del diritto di usare le loro frequenze.

Il documento riporta che viene accordata la compensazione volontaria alle aziende-emittenti: Tvf, Rtp, Azzurra Tv, Rsproduzioni e all’associazione Rosina Attardi.

Revocato l’uso delle frequenze agli operatori di rete, titolari del Canale 35 UHF: Gulliver, Telesicilia Color Rete8, Ettore Grillo Editore e associazione Videostar che probabilmente sarà indennizzata.  Studio 98  dovrà invece dismettere gli impianti.

Altri casi di dismissione e probabible indennizzo per Telemed, Il Tirreno, Tele Radio Monte Kronio, Cinquestelle Canale 8 e Tv Europa, e ancora D2 Channel, Digimedia e Televisione Siracusana Color.

L’intero comparto siciliano, già massacrato dalla violentissima crisi economica e dal cambio radicale dall’analogico al digitale, e, con questa ulteriore anomalia di sitema giungerà a morte innaturale- Pochissime si salveranno.

Per le emittenti che rimarranno”vive”, invece, dovranno inesorabilmente recuperare il ritardo accumulato nell’ammodernamento aziendale e imprenditoriale, ma anche nell’innovazione tecnologia che solo pochi casi in Italia possono dire di avere effettuato.

Il Governo adesso si impegni a ridefinire  la numerazione degli LCN valorizzando le imprese oneste, coraggiose e di qualità (requisito fondamentale per stare nel sistema dell’audiovisivo, e a  procedere a immediati interventi mirati a rilanciare il settore.

 

F.P.

 

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