PoliticaPrimo Piano

Minori stranieri scomparsi, Alfano: “Istituita al Ministero unità di missione”

In Sicilia nell’ultimo anno sono scomparsi 1.882 minori stranieri non accompagnati su 4.628 sbarcati. Un numero destinato a salire a livello nazionale con 3.707 minori svaniti nel nulla su 14.243 immigrati giunti nel nostro territorio.

Un fenomeno allarmante sul quale è intervenuto oggi a Palermo il ministro dell’Interno Angelino Alfano, in occasione del suo primo incontro istituzionale con i componenti della commissione regionale Antimafia dell’Ars.

“Al ministero degli Interni è stata istituita una specifica unità di missione – ha riferito Alfano ai giornalisti al termine della seduta parlamentare – perché il tema dei minori ha un profilo di sicurezza, vogliamo che non entrino nel circuito dell’illegalità, a partire dalla prostituzione. Un’azione forte passa dall’inserimento dei dati dei minori nel Ced, poi collegato al sistema di Schengen”.

All’incontro di stamani sono state affrontate anche le criticità legate alla normativa che disciplina i  comuni sciolti per mafia e l’affidamento dei beni confiscati.

“Sul primo punto- tiene a puntualizzare il numero uno della commissione Nello Muesumeci– il Parlamento siciliano non ha alcuna competenza, trattandosi di normativa nazionale. Ed è per questo che abbiamo chiesto un impegno da parte del ministro per modificare quella parte di normativa che a nostro avviso è inefficace”.

Quali sono i buchi della legge li spiega lo stesso Musumeci: “Crediamo che sia necessario l’unicità dell’incarico. Chi fa il commissario straordinario in un’amministrazione comunale sciolta per mafia non può svolgere contemporaneamente altri due o tre incarichi. Deve dedicarsi a tempo pieno a quella missione. Poi- prosegue- se viene allontanata la politica in quei comuni, non si capisce perché non debba esserlo anche la burocrazia. Bisogna tener conto che si tratta di provvedimenti preventivi per i quali non deve esserci necessariamente un riscontro da parte dell’autorità giudiziaria, ma proprio per questo visto che la burocrazia fa da cerniera fra potere politico e mafioso, noi riteniamo che i vertici burocratici debbano essere, per un periodo di due, tre anni allontanati e messi in mobilità in uno dei comuni dell’area del comprensorio. Quindi, pensiamo sia assurdo che i comuni sciolti per mafia debbano sottostare ai limiti del patto di Stabilità. Proprio nel momento in cui i commissari straordinari debbano, per creare consenso sociale, attivare anche iniziative legate a piccole opere pubbliche o a meccanismi virtuosi”.

Altro argomento rilevato è la durata commissariale del mandato, che per legge è di 24 mesi. “E’ dimostrato che se lo stesso comune viene sciolto due volte, anche tre come nel caso di Misilmeri, evidentemente c’è qualcosa che non funziona” è la conclusione di Musumeci.

Da parte sua il ministro Alfano assicura che prenderà “spunto dai suggerimenti che vengono da questa commissione per migliorare lo schema di disegno di legge già approvato dal Consiglio dei ministri alcuni mesi fa e che prevede un rafforzamento delle norme sullo scioglimento. Nel dettaglio – ha detto Alfano – prevede l’incandidabilità degli amministratori responsabili per i quali viene prevista l’impossibilità di presentarsi alle elezioni per sei anni, l’allargamento della platea degli enti che possono essere sottoposti ai controlli, la mobilità obbligatoria presso altro ente, o il licenziamento del dipendente per i casi più gravi di collegamento con associazioni mafiose, la professionalizzazione delle attività di gestione commissariale con profili di managerialità nella gestione e la creazione di un nucleo di componenti prefettizi che lavoreranno in via esclusiva alla gestione commissariale”

Alfano ha quindi ribadito: “ Dal 1991 al 2014 sono stati 258 i provvedimenti di scioglimento di cui 63 in Sicilia, con una percentuale nella nostra isola del 24 per cento”.

Marina Pupella

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.