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Ministri e cittadini

I fondi per i malati di Sla ci sono, o non ci sono? I tagli alla sanità, alla voce “persone non autosufficienti” dicono di no, il Ministro dell’Economia Grilli insiste che questi ci sono eccome. Ma non è quello il punto.

Il punto è la distanza tra questi “politici”, messi al loro posto non si sa da chi, e i cittadini. Un governo “tecnico”, divenuto politico a tutti gli effetti, ma non eletto democraticamente. Oltre al danno, la beffa: siamo costretti a sorbirci sempre con maggiore frequenza, frasi che hanno un’unica, comune caratteristica: la pessima scelta di parole.

 Prima c’era Brunetta, ma con il Governo Monti è subentrata la Fornero a monopolizzare con le sue dichiarazioni le pagine dei giornali. Dimostratasi espertissima, veterana di questa grande disciplina che potremmo chiamare “grossa sparata” ha di recente rilasciato alcune perle di saggezza ad un malato di Sla: “Deve capire quant’è dura anche la vita da ministro”. Una frase che imbarazzerebbe anche il più tirannico dei senza cuore.

Ma non c’è molto da aspettarsi da un ministro che si presentò alla sua prima conferenza stampa in lacrime, comunicando nel frattempo che noi, sì, noi cittadini avremmo dovuto fare sacrifici. E “loro”? Nessuno si è stupito quando è scoppiato lo scandalo dell’ormai ex tesoriere della Margherita o, più recentemente, quando “er batman” Franco Fiorito è stato accusato di peculato, per aver incassato qualcosa come 1,3 milioni di euro. Già si sapeva, ne eravamo tutti al corrente in un modo o nell’altro. “Questi che ci governano non fanno altro che rubare, mangiare a sbafo sopra le nostre teste” (cit. un italiano qualsiasi).
Sempre la Fornero ha invitato i giovani ad arraffare il primo posto di lavoro che capita per le mani, fregandosene se si tratti o meno di ciò per cui hanno studiato circa un ventennio. Li ha invitati a non essere “choosy” (schizzinosi, ndr), anziché spronarli ad essere ambiziosi. Il risultato? Decine, centinaia, migliaia di insulti. Siamo seri, il lavoro spesso non c’è proprio e sentire un ministro dire queste cose non fa altro che aumentare la frustrazione nei giovani, già ampiamente in difficoltà ad inserirsi nella società. Sapevate che la Fornero ha una figlia con ben due posti fissi? Tanto per rendere idea di quanto sia inopportuna la dichiarazione.
Ma l’ultima, in ordine di tempo, ce l’ha regalata ieri. La nostra cara Elsa Fornero, prima di una conferenza, alla Fondazione dell’avvocatura torinese Fulvio Croce ha allontanato tutti i giornalisti dalla sala, aggiungendo un’altra chicca al suo curriculum di grosse sparate: “Se ci siete voi sarò costretta a pensare ogni parola”- ha detto – “ogni cosa che dico diventa un titolone”.  Beh, anche qui la scelta di parole è pessima. Il ministro ha il terrore delle sue stesse parole, delle sue stesse gaffe. Però noi italiani possiamo rassicurarci: non siamo gli unici ad entrare nel panico quando lei apre bocca.

Paolo Guagliardito

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