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Milazzo(FI) risponde a Di Maio: “Comprendo quanto può essere stizzito”. Anche Cascio dichiara: “Di Maio fuori tempo massimo”

(di redazione)

“Di Maio fuori tempo massimo”. Lo afferma il candidato di Forza Italia alla Camera dei Deputati ed ex presidente dell’Ars, Francesco Cascio, commentando l’intervento dell’esponente grillino di ieri sera al Teatro Biondo di Palermo.

“Qualcuno avrebbe dovuto informare Di Maio che i tetti agli stipendi dei dipendenti dell’Ars sono già stati ripristinati. Quello di ieri sera, quindi, non è che l’ennesimo tentativo di fare spicciola demagogia prendendo in giro gli elettori siciliani”.

“I primi 100 giorni di Musumeci sono veramente un flop… per Luigi Di Maio, visto che gli vedo fare attacchi generici sul nulla. Certo loro sono più bravi a gestire la crisi idrica e i rifiuti, basta vedere l’esperienza delle città che guidano – Roma, Bagheria etc – per capire quanto sono campioni di efficienza”. Così il Capogruppo di Forza Italia all’Ars, Giuseppe Milazzo che continua: “Non voglio però tralasciare l’osservazione di Di Maio. Noi abbiamo votato Musumeci e giustamente ci siamo ritrovati Micciché che è il segretario regionale del Partito di Maggioranza e il Presidente dell’Assemblea, rivendicandolo con convinzione.

“Comprendo – continua Milazzo – quanto può essere stizzito Di Maio sul fatto che proprio Micciché abbia determinato la loro disfatta. Sono certo – incalza il Deputato – che non è invece sopportabile pensare di votare Grillo e di ritrovarsi uno come lui che orgogliosamente ha presentato le proprie candidature e ogni giorno è costretto a inseguire le agenzie ed andare in giro come un arbitro federale, col fischietto in bocca, esibendo cartellini rossi proprio ai candidati da lui verificati”.

“Infine – conclude Milazzo – se vuole liberarsi di Miccichè, promuova una bella raccolta firme visto che in questo, loro sono bravi”.

Dopo le affermazioni di Di Maio in comizio a Palermo
Assenza: “Anche senza Grillo è un partito guidato da un comico”
 
“Fin’ora avevo pensato, temendolo, che il punto di forza dei Cinquestelle fosse la comunicazione, una comunicazione comunque ammiccante che parla alla pancia dell’elettorato. Fino a ora – dice Giorgio assenza – Da adesso, dopo l’ennesima gaffe di Di Maio, mi sento più tranquillo: non può esserci comunicazione senza informazione e Di Maio, proprio a Palermo, ha affermato che i tetti degli stipendi degli impiegati Ars non saranno mai tagliati; anzi, che Micciché non li taglierà mai. Eppure, per evitare la nuova figuraccia, gli sarebbe bastato informarsi con qualcuno dei …cittadini eletti all’Ars nel suo partito (sempre che dia loro confidenza) per sapere che fra due giorni i tetti saranno ripristinati”  continua Assenza il quale, come presidente dei Questori in Assemblea, ha condotto le trattative con i rappresentanti sindacali delle categorie dei lavoratori, accordi che hanno portato “al soddisfacente risultato del ripristino dei limiti negli emolumenti – conclude – con un notevole risparmio della spesa. Insomma, meno male che il 5 marzo l’Italia di certo non si sveglierà grillina perché, se i pentastellati dovessero governare con la stessa maestria con cui raccolgono le informazioni basilari a un banale comizio… 
O, magari, Di Maio, per non mutar troppo la line cinquestelle con Beppe Grillo ormai defilato, abbia deciso di lasciarne immutata la leadership: un partito guidato da un comico!”. 
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