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Michele Misseri a Domenica Live: “Non volevo uccidere Sarah”

Michele Misseri, foto internet

Michele Misseri si racconta ancora. Durante la puntata di Domenica Live, Barbara D’Urso intervista Misseri in collegamento da Avetrana. Davanti alle telecamere l’uomo si mostra debole e ancora una volta emozionato nell’esprimere le sue dichiarazioni. «È l’ultima volta che parlo in diretta televisiva» dice Misseri.

Racconta la sua infanzia dura e piena di difficoltà. Componente di una famiglia di otto figli, ha vissuto le violenze di un “padre padrone” che ubriaco lo legava e picchiava sotto un albero di fico. «Non ho mai avuto l’affetto dei miei genitori» aggiunge. Poi parla di altre violenze subite, prima quando era ancora una bambino e poi quando inizia a lavorare sui campi «guardavo le pecore e mi maltrattavano – dice Michele Misseri – e fa male quando a darti le botte non è un tuo genitore».

Conosce sua moglie Cosima Serrano nei campi e si sposano dopo sei mesi. Alla domanda della presentatrice «è stato un matrimonio d’amore?», il Misseri risponde dopo qualche esitazione «Si». Successivamente l’uomo dichiara di avere avuto realmente un rapporto litigioso con la moglie negli ultimi periodi e di dormire sulla famosa sdraio, non condividendo il letto matrimoniale con la consorte. Ma aggiunge inoltre che questo non significa che lui venisse sottomesso da Cosima e dalla figlia Sabrina Misseri. Giustifica la faccenda dicendo «russavo e lei non poteva dormire, e gli avanzi non li mangiavo solo io ma li mangiavamo tutti».

Misseri e Barbara D’Urso raccontano del periodo che i coniugi hanno trascorso ad Amburgo per lavoro, poi la nascita della due loro figlie Valentina e Sabrina Misseri. La commozione dell’uomo è costante durante tutta l’intervista. Michele Misseri riconosce in Anna Pinasò, super testimone del processo, una donna che dice bugie in merito alla sua famiglia, soprattutto nei riguardi di Sabrina. Alla domanda della D’Urso «perché hai detto che è stata lei?» riferendosi a Sabrina in merito all’omicidio, Misseri risponde «perché sono stato informato male».

La presentatrice non capisce la risposta di Misseri e più volte insiste affinché l’uomo possa spiegare meglio la sua affermazione, ma lo stesso lascia in sospeso la sua risposta in preda alla confusione del momento. Successivamente Misseri racconta per l’ennesima volta la sua verità in merito al delitto, descrivendo l’azione che ha compiuto per uccidere Sarah Scazzi, che preferisce chiamare “angelo biondo”. Da quanto Misseri racconta sembrerebbe un momento di nervosismo il movente di questo tremendo delitto.

Il trattore non partiva e la presenza di Sarah nel garage ha creato in lui il raptus di rabbia. «Io non volevo ucciderla, non so nemmeno il perché l’ho fatto » dice Misseri piangendo. Barbara D’Urso, stupita dalla commozione dell’uomo, chiede come un contadino dall’occhio buono come lui, dopo sacrifici nel lavoro e nella sua famiglia, possa commettere un grave gesto del genere. Aggiunge inoltre che, qualora il Misseri non fosse reputato colpevole di questo omicidio, è comunque responsabile dell’occultamento del cadavere della piccola Sarah.

Misseri sembra scrivere lettere di scuse alla figlia e alla moglie che invia al carcere, dove quest’ultime sono rinchiuse. «Scrivo lettere ma io non ne ricevo» dice «in udienza erano cariche di odio» aggiunge riferendosi alla moglie e alla figlia. La gente non crede alle parole di Misseri e tante incoerenze sono emerse durante il processo. «Cosa ti fa più male?» chiede la D’Urso. «Quello che ho fatto all’angelo biondo, e che non mi credono» risponde Misseri.

L’uomo ha inoltre ribadito la sua intenzione di farla finita qualora Sabrina e Cosima vengano considerate colpevoli del reato, anche dopo la Cassazione. «La mia vita è un inferno – dice Misseri – sono da solo» e denuncia la volontà della gente di fargli del male, inviandogli lettere anonime e merendine avvelenate. Alla fine dell’ intervista Ilaria Cavo parla delle tante contraddizioni che ancora lasciano in sospeso la verità assoluta.

La D’Urso incoraggia Misseri a chiedere scusa alla mamma di Sarah, Concetta Serrano e di provare ad andare direttamente da lei per trovare un riscontro. «Chiedo perdono a tutti, è questa la verità» con queste parole di Michele Misseri viene conclusa l’intervista.

Tante parole e tanti i dubbi ancora del delitto di Avetrana. Misseri ha raccontato la sua verità, che per gli inquirenti rimane al momento solamente “la sua”.

Alessandro Quartararo

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