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Michele Misseri in aula confessa di essere l’assassino di Sarah

Michele Misseri, foto internet

Questa mattina è iniziata alle 11 la trentesima udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi e finalmente ha parlato Michele Misseri, il personaggio più discusso di questo omicidio. Davanti alla Corte d’Assise di Taranto, lo zio di Sarah è stato chiamato in qualità di testimone per deporre sui fatti avvenuti il 26 agosto. Quando il contadino ha parlato in veste di imputato, esattamente un mese fa, l’uomo si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Quest’oggi Misseri ha sorpreso tutti in tribunale dichiarando di essere l’unico e il solo assassino della piccola Sarah.“Ho ucciso io Sarah, questo rimorso non lo posso più portare dentro di me. Non è stata Sabrina ad uccidere Sarah“ ha affermato l’uomo in lacrime e quando il legale difensore di Sabrina, Franco Coppi, lo ha incalzato: “Quindi a provocare la morte di Sarah è stato lei, lo sta dicendo davanti alla Corte d’Assise”.

Misseri ha risposto: “Sì, sono stato io“. “Di quello che avevo fatto non lo sapeva nessuno, nemmeno Cosima e Sabrina – ha continuato Michele in aula – loro mi vedevano piangere quando vedevo in tv le immagini di Sarah. Mi stavo suicidando con un potente veleno ma in questo modo però non avrebbero trovato il corpo della ragazza“. Subito dopo queste dichiarazioni, il difensore di Misseri, Armando Amendolito, ha rimesso il mandato. “Non c’è piena aderenza con la linea concordata con il cliente”: ha riferito il legale. A soli 10 minuti dall’inizio del processo, l’udienza è sta sospesa per decisione della presidente Rina Trunfio ed è stata ripresa solo diverse ore dopo, quando la Corte mediante il call center ha contattato alcuni avvocati, nominando alla fine un difensore d’ufficio l’avvocato Luca Latazza.

Amendolito è il quarto avvocato difensore di Misseri che lascia il mandato, dopo Daniele Galoppa, Francesco de Cristofaro e Massimo Saracino. Michele ha ovviamente accettato il nuovo difensore assegnatogli, l’udienza è ripresa ed è proseguita la ricostruzioni degli eventi. L’uomo ha accusato il suo primo difensore, l’avvocato Daniele Galoppa, e la consulente criminologa, arruolata dal legale, Roberta Bruzzone, di avergli fatto pressioni affinché cambiasse la sua versione sull’omicidio della nipote, accusando la figlia Sabrina e identificando in una cintura, invece che in una corda, l’arma del delitto. “La storia della cintura è venuta fuori quando è intervenuta la dottoressa Roberta Bruzzone ma l’arma del delitto è sempre stata una corda che poi ho buttato nella spazzatura insieme alle scarpe”, ha detto Misseri riferendosi alle ciabatte infradito indossate dalla vittima. “Non c’è stata nessuna cintura”, ha assicurato.

In un altro passaggio dell’esame testimoniale condotto dall’avvocato Coppi, Michele Misseri ha spiegato i motivi per i quali sarebbe stato convinto dall’avvocato Galoppa ad accusare la figlia: “Noi ti vogliamo aiutare -avrebbe detto il legale insieme alla dottoressa Bruzzone- adesso arrestano tuo fratello e tua moglie mentre a tua figlia daranno solo due anni e tu sarai libero”. Ovviamente Misseri è stato ascoltato anche dal pm Buccoliero che ha fatto le sue domande e soprattutto ha contestato la possibilità di acquisire agli atti la lettera di minacce che l’uomo avrebbe ricevuto e la Corte si è riservata una decisione. La prossima udienza si terrà il 18 dicembre.

Valentina Molinero

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2 commenti

  1. Povero cristo … è a metà strada tra l’essere incapace di intendere e di volere, e l’essere succube di moglie e figliE !!! Secondo voi chi sarà a stressarlo per cambiare la versione … le due arrestate ? non credo, non sarà l’unica figlia (di put..na) rimasta libera ?! Mi fa pena, ha passata una vita di m…da a mantenere 3 cinghiale, ed ora lo vogliono pure far sbattere dentro x ca..te fatte da loro !

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