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Miccoli: “Quel fango di Falcone”, lo sdegno della Sicilia

Fabrizio Miccoli avrebbe commissionato al suo amico Mauro Lauricella, il figlio del boss della Kalsa arrestato nel settembre del 2011, il recupero di alcune somme dai soci di una discoteca di Isola delle Femmine. Da questa vicenda Miccoli viene indagato. Le accuse partono dalle indagini condotte per cercare il capomafia Antonino Lauricella. La Dia tenne sotto controllo il figlio Mauro intercettando anche quattro schede telefoniche, intestate a dei clienti che l’attaccante avrebbe fornito al gestore di un centro Tim. Una di queste venne girata a Mauro Lauricella. Al telefono Miccoli e Lauricella insultavano anche il giudice Falcone, chiamandolo “Quel fango di Falcone”.

La sorella del magistrato ucciso dalla mafia a Capaci: “Non ho aggettivi per qualificare Miccoli, ritengo che non valga nemmeno la pena di spendere una parola – ha detto all’Italpress la signora – . Che una persona dello sport che ha partecipato alle Partite del Cuore, quando dedicava i suoi gol proprio a Falcone e Borsellino, si esprima in quella maniera è inqualificabile. Si vede che preferisce i boss alla legalità. Scarsissima sensibilità: era meglio non partecipare a quelle manifestazioni”.

Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini: ” Mi dispiace tantissimo, speriamo sia un lapsus della Procura. Conoscendo Miccoli non credo faccia estorsioni a qualcuno. Le parole su Falcone? Mamma mia… No comment, bisogna vedere esattamente. Tuttavia, mi lasciano sconcertati due fatti: che si conoscano gli estratti delle intercettazioni telefoniche e se lui ha veramente pronunciato quelle frasi. Avevo un sentore su questa vicenda e che la Procura facesse delle verifiche su Miccoli, ma non che fosse indagato. I calciatori del sud hanno delle amicizie con persone di cui non sanno se sono balordi o normali. Chissà a quanti balordi avrò dato la mano e con quanti di loro mi sarò magari fatto ritrarre. In ogni caso, pensavo comunque che Miccoli facesse bene ad andare via da Palermo”.

La Procura della Federcalcio aprirà un’inchiesta su Fabrizio Miccoli. La Figc ha chiesto all’organo inquirente sportivo di fare luce sulla vicenda giudiziaria che riguarda il calciatore e in particolare sul contenuto delle intercettazioni in cui si fa riferimento al giudice Falcone. Il procuratore Palazzi chiederà gli atti ai magistrati.

“Commentare le frasi infamanti di Miccoli, condite da un’ignoranza imbarazzante, è forse far pubblicità ad un giocatore di calcio che non merita di vestire non solo la maglia del Palermo, ma di qualsiasi altra squadra italiana. La migliore risposta a Miccoli saranno le migliaia di fiaccole che anche quest’anno illumineranno Palermo la sera del 19 luglio nell’anniversario della strage di Via D’Amelio. Con la tradizionale fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino ricorderemo idealmente tutti i caduti nella lotta alla mafia – magistrati, poliziotti, carabinieri, giornalisti e semplici cittadini – dimostrando che Palermo non vuole disperdere quel patrimonio umano e valoriale che Miccoli considera fango”. È quanto dichiara Mauro La Mantia del comitato promotore della Fiaccolata del 19 luglio, manifestazione che dal 1996 è ormai la più grande mobilitazione antimafia del capoluogo siciliano.

“Fabrizio Miccoli va radiato”. Così il ministro della Funzione pubblica Gianpiero D’Alia commentando duramente le parole del capitano del Palermo su Giovanni Falcone. “Miccoli non può continuare a giocare perché ha tradito la fiducia di migliaia di tifosi che in lui, simbolo dei rosanero, hanno visto un esempio in cui identificarsi”, aggiunge D’Alia.”Per questa ragione e dopo le vergognose parole sul giudice Falcone, chiediamo alla Figc di intervenire pesantemente e di valutare la sua radiazione”, conclude il ministro.

Il Sindaco Leoluca Orlando ha dichiarato: “chi utilizza certe espressioni dovrebbe chiedersi, come io chiedo, se sia mai stato degno di rappresentare la città di Palermo”.

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