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Miccoli: “L’obiettivo del Palermo? La salvezza”

Fabrizio Miccoli

Al Tenente Onorato è il giorno della conferenza stampa del capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli, visibilmente deluso per la situazione che sta attraversando la squadra rosanero. Dopo una breve parentesi dedicata all’inaugurazione di un nuovo centro sportivo con seguente partita di beneficienza giocata con amici, il “Romario del Salento” si è subito proiettato nel momento non felice che sta attraversando la sua squadra

“Il motivo di queste prestazioni risiede in una serie di fattori: le squadre che abbiamo affrontato (Napoli e Lazio) sono più forti della nostra e hanno ambizioni maggiori delle nostre, sono partite prima di noi anche se non reputo ci sia una condizione fisica inferiore rispetto alle altre squadre. Non sono pessimista ma ammetto di essere preoccupato.” Miccoli lancia una frecciata alla dirigenza rosanero anche se dice di non voler fare nessuna critica alla società.

“Prima giocavamo alla pari con squadre come queste che abbiamo incontrato nelle prime due giornate di campionato e se arrivavamo dopo l’ottavo posto era una sconfitta. Non siamo più la squadra che ha vinto a Torino 2-0 contro la Juventus ma neanche la squadra dell’anno scorso. Abbiamo perso tante risorse dentro e fuori dal campo, parlo di Silvestre, Balzaretti, Viviano, Migliaccio: l’obiettivo è salvarci e fare prestazioni con squadre importanti.” Il mercato è concluso però ed è un Miccoli amareggiato che si aspettava, come molti del resto, qualche tassello per completare la rosa: “La società ha creduto al 100% in questa rosa e tocca a noi dimostrare di fare bene in un campionato difficile come questo. Il mister ci mette l’anima 24 ore su 24, cerca di curare i minimi particolari; io lo vedo a lavoro ogni giorno.”

I problemi che prima riguardavano maggiormente la retroguardia difensiva ora sembrano essere estesi in tutti i ruoli, soprattutto nel reparto avanzato che nelle prime uscite in campionato non ha ancora segnato. “Non ricordo di aver fatto nemmeno un tiro in porta contro la Lazio” continua Miccoli, “Soffriamo in tutti i reparti ma la squadra è giovane e sono fermamente convinto che usciremo da questa brutta situazione, siamo solo alla seconda giornata.” Riguardo alle contestazioni Miccoli afferma di avere sentito “giustamente” delle critiche contro chi va in campo e non contro la dirigenza o il presidente ma ricorda che “bisogna essere sinceri con i tifosi” non promettendo la luna. “Abbiamo perso dei giocatori importanti come ogni anno: dobbiamo essere aiutati.”continua, poi gela l’ambiente affermando: “A giugno il mio contratto scade ma per me non è mai stato un problema e non ho motivo di parlare bene del mister se non perchè lo penso veramente e vedo i suoi continuiu sforzi, bisogna lasciarlo lavorare. Ma non è il momento di pensare alle mie motivazioni o delusioni, che ci sono entrambe, ma bisogna pensare alla prestazione della squadra anche se Miccoli va in panchina ogni domenica. A fine anno vedrò io che fare; quando saremo salvi parlerò – sorride – ad Aprile.”

Un Miccoli deluso quindi come tutto l’ambiente rosanero. Ma davvero non ci sarebbe stato bisogno di un investimento per un acquisto di valore? Ai posteri l’ardua sentenza. Domenica prossima il Palermo riceverà il Cagliari dell’ex Pinilla, sperando che possa essere la giornata della svolta per il campionato dei rosanero.

Simone Giuffrida

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